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Rifiuti, Tar condanna Regione Lazio: 37 mln a Cerroni

I giudici amministrativi danno ragione alla E.Giovi per il 2002-2005. La Pisana ora può rivalersi su Ama per lo sconto sul prezzo

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di Redazione | 2017-09-13 13/09/2017 ore 9:01

No a una discarica a Pizzo del Prete

La Regione è stata condannata dalla magistratura amministrativa a versare 37 milioni di euro alla E.Giovi, una delle aziende che fanno capo al magnate dei rifiuti capitolini, Manlio Cerroni. Lo scrive il quotidiano la Repubblica sottolineando che “la partita sul conferimento dei rifiuti nell’ormai ex discarica di Malagrotta riguarda il triennio 2002-2005, coinvolge anche Ama e va dunque avanti da tre lustri. È infatti il 2002 quando Cerroni, oggi sotto processo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, bussa alle porte della Pisana. Presenta un documento con l’elenco dei costi da sostenere per tenere aperto il maxi-impianto. L’atto, come previsto dalla normativa nazionale ed europea, è certificato da una società di revisione terza. È la Regione a questo punto a dover rispondere con un’ulteriore istruttoria per determinare il prezzo di conferimento della spazzatura. Il 12 dicembre 2002, dopo settimane di verifiche, viene fissato il prezzo: 34,36 euro a tonnellata.

Il problema, come sottolineato anche dal Tar, è però nell’etichetta: per gli uffici regionali, quei 34 euro sono la cifra «massima » da versare ai gestori di Malagrotta. La discrezionalità quindi è piena. Ama coglie la palla al balzo e propone una forte decurtazione. «Così la municipalizzata dei rifiuti – spiega ora il presidente delle aziende di Cerroni, l’avvocato Candido Saioni – si è fatta lo sconto: nel 2002 pagava 24,32 euro, poi la cifra si è aggiornata fino ai 26,67 euro del 2005. La E.Giovi ha accolto con riserva il prezzo e presentato contemporaneamente ricorso che alla fine abbiamo vinto. La differenza? Si tratta di 37 milioni compresi interessi »”.

Carte che danno ragione alla E.Giovi, torto alla Regione e aprono scenari potenzialmente disastrosi pure per la giunta Raggi. Pur non essendo  stata condannata dal Tar del Lazio, la municipalizzata dell’ambiente del Campidoglio (da «600 milioni di euro di debiti», come certificato dalla sindaca Raggi) “potrebbe essere tirata dentro alla contesa – scrive il quotidiano – se anche Palazzo Spada darà ragione alla E.Giovi. Dopotutto è l’azienda di via Calderon de la Barca ad aver ottenuto i benefici maggiori dal caos tariffario. Una questione che la Regione a guida Pd terrà bene a mente in caso di condanna definitiva”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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