torna su
04/03/2021
04/03/2021

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Amianto alla scuola Crispi, 600 bambini mandati a casa

É accaduto al quartiere Monteverde Vecchio. A causa della presenza di amianto incapsulato sul terrazzo nel fine settimana bisognava intervenire per rimuovere i vecchi cassoni dell’acqua

Avatar
di Redazione | 2017-09-25 25/09/2017 ore 12:57

“Con un provvedimento improvviso dell’assessore del M5S questa mattina sono stati mandati a casa 600 bambini della scuola Crispi, nel quartiere Monteverde Vecchio, a causa della presenza di amianto incapsulato sul terrazzo, che nel fine settimana era stato spostato dal cortile della scuola con una gru della ditta incaricata. La vicenda è surreale ed è stata gestita senza criterio e con l’incapacità che caratterizza il M5S, responsabile di aver abbandonato la scuola per due settimane in balia del materiale potenzialmente cancerogeno che era stato lasciato all’interno del cortile, a due metri dalla finestra di una classe. Questa condizione di abbandono è stata mantenuta dall’11 settembre, quando l’ufficio tecnico municipale interdiva il cortile per motivi di sicurezza, fino allo scorso 20 settembre, quando la giunta municipale si accorgeva del problema e scriveva alla ditta, il tutto senza mai coinvolgere la Asl, avvisata dai genitori indignati per l’assenza delle istituzioni”. Lo dichiarano in una nota Giovanni Picone, capogruppo di Fdi-An, e Marco Giudici, consigliere di Fdi e vice presidente del consiglio del Municipio.

Alla riapertura della scuola, infatti, gli studenti della primaria non hanno potuto utilizzare il cortile per la presenza di resti dei vecchi cassoni dell’acqua, realizzati in amianto.

Questa mattina, in commissione Trasparenza, è arrivata la comunicazione: la scuola è stata chiusa. Sabato, infatti, la ditta incaricata sarebbe dovuta andare a recuperare i rifiuti in amianto, spostati provvisoriamente sul terrazzo della scuola. Ma non si è visto nessuno. Ieri sera, alle 21.45, l’assessore ai Lavori Pubblici del XII municipio, Valerio Andronico, ha mandato alla scuola una direttiva urgente, con nota protocollata, chiedendo di “sospendere l’attività didattica fino alla completa accertata sicurezza statica ed ambientale della scuola”. Senza però avvertire le famiglie, che questa mattina erano davanti ai cancelli, pronti per salutare i propri figli prima che entrassero in classe.

Adesso le famiglie vogliono vederci chiaro e capire di chi è la responsabilità dell’accaduto. Da giorni prosegue il botta e risposta tra municipio/Comune e Regione: se per i grillini l’intoppo burocratico proverrebbe proprio dalla Regione, secondo l’amministrazione Zingaretti mancherebbero dei documenti, non inviati per tempo.

“Questo comportamento del M5S è inqualificabile. Non possiamo navigare a vista e chiediamo le dimissioni del presidente della commissione scuola Domenico Basile e dell’assessore ai lavori pubblici Valerio Andronico, che hanno fatto tutto fuorché sorvegliare i lavori e la ditta in queste operazioni estremamente delicate. Basti pensare che il primo dei due annunciava su Facebook, lunedì scorso, l’apertura della scuola Crispi ‘senza più amianto!’, raccontando una bugia o commettendo un errore che non può restare senza conseguenze”.

“La vicenda della Crispi è gravissima – dichiara un una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia – Faremo un esposto alla procura ed all’Osservatorio Nazionale Amianto perché è inaccettabile far correre certi rischi ai bambini e per obbligare il municipio a fare una bonifica urgente. E’ evidente che il M5S non è in grado di gestire problemi così delicati e nessun cittadino merita di essere amministrato da questi incapaci” conclude Santori.

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
24991 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014