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Atac, gli autisti che fumano e il senso di impunità

Su Roma Fa Schifo la foto di un conducente che fuma. Le denunce giuste, le gogne mediatiche e le facce toste

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-10-7 6/10/2017 ore 12:58
(ultimo aggiornamento il 7 Ottobre 2017 alle ore 10:38)

La municipalizzata dei trasporti romani è avvolta in una nube di impunità? A leggere il rapporto tra provvedimenti disciplinari avviati nel 2016 e sanzioni – 2.014 e 64 – verrebbe da dire che in Atac il dipendente che sbaglia può immaginare di non trovarsi (quasi) mai con una sanzione a suo carico. Una supposizione che – uscendo dalle maglie del bilancio 2016 e raccontata da Radiocolonna – sembrerebbe confermata anche dall’atteggiamento di alcuni dipendenti dell’azienda. La pagina Roma Fa Schifo ha pubblicato una foto, corredata di orario e numero di vettura, che ritrae un autista Atac in servizio mentre fuma vistosamente una sigaretta. L’uomo non fa nulla per celarla o per tenerla vicino alla finestra: la posa è centrale e non sembra attenta a nascondere il gesto all’utenza:

 

Qui non riporteremo le generalità della vettura e l’orario perché tra denuncia giornalistica e gogna mediatica il passo è breve. Ma ci limiteremo ad alcune riflessioni che possono contribuire a un dibattito sul tema. Sulla pagina Facebook di Roma Fa Schifo si sono susseguiti i commenti più disparati, dall’indignazione totale all’attacco verso chi, in maniera “infame”, invece di sollecitare il conducente a spegnere la sigaretta lo espone al pubblico ludibrio sui social network. L’attività del guidatore rientra in un servizio pubblico dove le prescrizioni devono essere rispettate in primis da chi ci lavora. Questa situazione rappresenta esattamente l’opposto: spregio delle regole, superficialità e soprattutto un grande senso di impunità. Un dipendente che fa una cosa simile, con disinvoltura, a meno che non sia un folle, ha la sicurezza che il tutto potrebbe concludersi con una lavata di testa. Un uso personale e spregiudicato di un mezzo pubblico che non rende onore ai molti autisti che rispettano le regole e le fanno rispettare all’interno del mezzo: intimando un utente a spegnere la sigaretta accesa su un autobus, per esempio. Un problema culturale e di etica professionale che, a Roma, è alimentato ancora di più dalla mentalità secondo cui chi riprende e segnala è una “spia”, che l’uomo “sta lavorando” e “ha famiglia”. Un capovolgimento dei valori secondo cui non sbaglia di trasgredisce ma chi fa presente la trasgressione. Poi arrivano i social network, dove un episodio viene amplificato, ricamato e il protagonista condannato come in una sentenza della Cassazione. Ma questa è un’altra storia.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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