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Trastevere, estorsioni e usura tra ristoratori. Un arresto

L’arrestato, con minacce in caso di mancato pagamento, avrebbe costretto la vittima a consegnarli importi mensili tra i mille e i 1.500 euro, prospettando, in caso di rifiuto, ritorsioni anche sull’attività commerciale.

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di Redazione | 2017-11-15 15/11/2017 ore 12:35

Estorsione e usura tra ristoratori: sequestrati 66mila euro in contanti e altri 30mila euro in assegni. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere hanno arrestato un 52enne romano, incensurato, con l’accusa di usura ed estorsione, a conclusione di attività di indagine coordinata dal pool reati contro il patrimonio, sotto la direzione del procuratore aggiunto Lucia Lotti.

Dalle indagini è emerso che un noto ristoratore della zona era rimasto vittima di prestiti usurari da parte di un finanziatore, anch’esso commerciante, che a partire dal 2008, a fronte di un prestito di 30mila euro ne aveva ottenuto in cambio circa 132.000, anche con azioni estorsive. L’arrestato, con minacce in caso di mancato pagamento, avrebbe costretto la vittima a consegnarli importi mensili tra i 1.000 e i 1.500 euro, prospettando, in caso di rifiuto, ritorsioni anche sull’attività commerciale.

Le indagini, condotte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno fatto emergere lo stato di paura e soggezione della vittima che, preoccupata delle possibili conseguenze dei mancati pagamenti, continuava a consegnare notevoli importi. Durante un incontro per la consegna del denaro, i militari hanno fermato e sottoposto a perquisizione personale il 52enne, addosso aveva i 1.500 euro appena ricevuti e altro denaro contante. Nello scantinato nella sua attività commerciale, ben nascosti tra le pagine dei libri contabili, c’erano 64.700 euro in denaro contante e 6 assegni da 5.000 euro ognuno con la firma della vittima.

I carabinieri hanno accertato anche che le costanti pressioni esercitate nel sollecitare i continui pagamenti avrebbero costretto la vittima a subire «visite poco gradite al locale» per «sistemare la questione».

Il gip ha convalidato l’arresto e disposto per l’indagato gli arresti domiciliari e il sequestro preventivo del denaro.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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