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Anzio, corruzione in assegnazione appalti al Comune. 4 arresti

Fermato anche ex assessore. Secondo l’accusa, era stato creato un ingegnoso sistema che permetteva di eseguire acquisti da imprenditori compiacenti e ricevere mazzette simulate e veicolate attraverso i canali bancari

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di Redazione | 2017-12-4 4/12/2017 ore 11:34

Guardia di finanza

I finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 4 pubblici ufficiali del Comune di Anzio, accusati di corruzione per l’assegnazione di appalti per l’acquisto di beni o per la fornitura di servizi affidati dall’Ufficio Ambiente. Gli arresti costituiscono l’epilogo di una complessa indagine, denominata “Operazione Evergreen”, durata oltre due anni e coordinata dalla Procura di Velletri, condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno, che ha consentito di scoprire un vero e proprio sodalizio criminale composto prevalentemente da pubblici ufficiali.

Secondo l’accusa, gli indagati riuscivano a ricavare profitto anche dagli acquisti di beni di importo inferiore alla soglia comunitaria, stabilita in 40.000 euro, che devono avvenire attraverso il Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA), un mercato digitale in cui le amministrazioni abilitate possono acquistare i beni e servizi offerti da fornitori autorizzati a presentare i propri cataloghi sul sistema, nato proprio per garantire una maggiore trasparenza delle attività svolte dagli enti pubblici. Infatti, secondo gli investigatori, avevano creato ad hoc un ingegnoso sistema che gli permetteva di eseguire acquisti da imprenditori compiacenti e ricevere tangenti simulate e veicolate attraverso i canali bancari.

In particolare, l’ex assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Anzio (in carica fino al 20 ottobre scorso), condizionando il competente dirigente comunale, individuava i beni da acquistare, scegliendo però, con l’attiva collaborazione di un consigliere comunale e di un funzionario dell’Ufficio Ambiente (entrambi sinora in carica), non solo la tipologia di bene, ma anche la ditta che doveva eseguire la fornitura e, persino, il modello da acquistare. Tali scelte, però, come emerso dalle intercettazioni, non erano dovute a una particolare attenzione per l’interesse della cittá, ma ad un interesse meramente economico e, soprattutto, personale”.

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tagsanzio, finanza, pa

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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