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Rinnovato contratto a Sicurezza e Difesa: +125 euro a militari, 132 a polizia

Siglato nuovo contratto. La ministra: Sono 450mila lavoratrici e lavoratori, che ogni giorno assicurano il controllo, la tutela e la sicurezza di tutti noi. Il Sap: solo un pugno di bruscolini

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di G.I. | 2018-01-26 26/01/2018 ore 18:09

Dopo nove anni di blocco dei contratti, è stato sottoscritto al Ministero della Funzione pubblica l’accordo negoziale riguardante le Forze armate, di sicurezza e di polizia.

“Erano 9 anni che non si faceva un contratto, credo sia un risultato molto importante. Si tratta di aumenti a regime, non una tantum: si va da 125 euro circa al mese per le forze armate e 132 per la polizia. A questo si aggiungono gli arretrati che arriveranno non appena i tempi tecnici lo permetteranno: circa 556 euro per la polizia e 517 per le forze armate”: così la ministra della Funzione pubblica, Marianna Madia, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Dopo quelli per il comparto sicurezza e difesa “stiamo andando avanti con gli altri 3 contratti che mancano. Ci sono le condizioni per rinnovare il contratto a tutti i dipendenti pubblici, che sono tre milioni e trecentomila”.

Il rinnovo del contratto per militari e forze di polizia è “il piu’ imponente sforzo di carattere strutturale fatto per il comparto da quando esiste – ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti -. E’ doveroso e giusto che l’Italia sia vicino a chi in questi anni ha garantito la sicurezza delle nostre vite con sacrificio e dedizione. Bisogna dimostrarlo con atti concreti che sono giunti”.

Il rinnovo del contratto per il comparto sicurezza e difesa è “un risultato molto importante – ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti -. Il Governo ha scelto di avere particolare attenzione per gli operatori della sicurezza cui abbiamo chiesto molto, penso alle missioni internazionali, ma anche a quelli impegnati in Patria in anni che hanno visto crescere il rischio terrorismo”. “Abbiamo chiesto – ha sottolineato Pinotti – impegni eccezionali e abbiamo avuto risposte eccezionali. Ci sembrava importante quindi lavorare per dare un riconoscimento economico” al personale in divisa”.

“La partita dei soldi si chiude con un pugno di bruscolini. Oggi e’ un giorno triste, per l’ennesima volta lo Stato non ha ascoltato i suoi uomini, i suoi servitori”, contesta, invece in una nota il Sap, il sindacato
autonomo di Polizia.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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