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Regionali/Lazio: sbarramento dell’8% favorisce le coalizioni

Solo il M5S sfugge alla tagliola per le liste non apparentate. Questo uno dei motivi che hanno portato il LeU ad appoggiare Zingaretti

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2018-02-18 18/02/2018 ore 9:29
Il prossimo 4 marzo gli elettori del Lazio sono chiamati a votare non solo per Camera e Senato, ma anche per scegliere i 50 componenti il prossimo Consiglio regionale ed il futuro “governatore”. Rispetto al voto del 2013, ci sono alcune novità, una delle quali di particolare rilievo: lo sbarramento all’8 per cento che impedirà l’ingresso alla Pisana delle liste non coalizzate, con la sola eccezione del M5S, di gran lunga il primo partito del Lazio.
E proprio una soglia così alta fa pensare che la scelta differenziata in Lombardia e Lazio di “Liberi e Uguali” sia dovuta molto probabilmente al diverso livello di sbarramento. A differenza della nostra regione, infatti, per accedere al consiglio regionale lombardo basta superare il 3% dei voti, quindi ben 5 punti percentuali in meno rispetto a quelli richiesti per la Pisana.
L’uscente Nicola Zingaretti (PD) ha avuto quindi abbastanza facilmente l’appoggio del LeU cui tutti i sondaggi danno nel Lazio un risultato inferiore all’8%, anche se per stipulare questa alleanza ha dovuto rinunciare all’appoggio della lista “Civica e Popolare” di Beatrice Lorenzin, molto meno forte della lista di sinistra, che correrà da sola e quindi con poche possibilità di accedere in Consiglio regionale.
Comunque, gli ultimi sondaggi (dalla prossima settimana sarà vietata la loro pubblicazione anche se su Internet impazzeranno lo stesso sotto forma di corse di cavalli, cani e auto) danno per vincente Nicola Zingaretti (Centrosinistra) con il 33,2 per cento contro il 29% di Roberta Lombardi (Cinquestelle), il 22% di Stefano Parisi (Centrodestra) ed il 12% del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. I dati degli ultimi 2 candidati alla presidenza evidenziano che, molto probabilmente, se il centrodestra avesse trovato un accordo su un solo nome per l’elezione a “governatore”, avrebbe avuto più possibilità di scavalcare i due principali competitors – Zingaretti e Lombardi: La somma delle intenzioni di voto per Parisi e Pirozzi arriva infatti al 34 per cento, superiore, anche se di poco, al 33,2% del presidente uscente ed al 29%  dell’esponente grillina.

Da rilevare, infine, che l’80% dei nuovi consiglieri (ovvero 40) sarà eletto con il sistema proporzionale (da ricordare lo sbarramento all’8%) mentre il restante 20% (10 consiglieri) sarà assegnato con un premio alle liste circoscrizionali che sostengono il presidente garantendo la presenza di ogni circoscrizione elettorale della regione (Roma metropolitana, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo).

Per la cronaca, ricordiamo che sono 9 i candidati alla presidenza e 19 le liste che concorrono, da sole o in coalizione, nelle elezioni regionali.
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A proposito dell'autore

Beppe Leone
137 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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