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Parlamento, unica maggioranza numerica M5S-Lega

Si attendono i risultati per la Regione Lazio. Gli exit poll danno il governatore uscente, Nicola Zingaretti, in testa davanti a Stefano Parisi (centrodestra) e Roberta Lombardi (M5S)

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2018-03-5 5/03/2018 ore 11:44

Mentre non e’ ancora noto il risultato ufficiale delle elezioni politiche e quindi non e’ possibile conoscere la suddivisione reale dei seggi al Senato ed alla Camera, c’e’ comunque gia’ un dato assodato: in Parlamento esiste una sola maggioranza numerica ed e’ quella costituita da un’eventuale – ed al momento non prevedibile – alleanza tra M5S (indiscutibile vincitore della competizione elettorale) e Lega di Matteo Salvini (che ha vinto con largo margine la battaglia interna alla coalizione di centrodestra strappando la supremazia a FI).

Gli elettori con il loro voto hanno infatti bocciato qualsiasi altra ipotesi di governo, dalle ipotizzate larghe intese (Partito Democratico-Forza Italia con l’appoggio dei centristi delle due coalizioni) ad un governo di centrodestra che ha mancato il raggiungimento del 40 per cento dei voti per una manciata di punti.

Il crollo – perche’ di questo si tratta – del Pd di Matteo Renzi, oltre che a far traballare la premiership nel partito del segretario, ha fatto venir meno – almeno per il momento – un gioco di sponda con questo partito che e’ ormai destinato ad essere forza di opposizione. Due quindi le strade possibili: o un governo (molto improbabile) del M5S con l’appoggio sui programmi della Lega (ormai nazionale e non piu’ Nord) oppure un esecutivo di minoranza del centrodestra (a trazione leghista) che dovrebbe contar su un benevole astensione del centrosinistra. Altra strada possibile per il centrodestra e’ conquistare alla sua causa i grillini espulsi dal Movimento ma eletti e altri dissidenti. Un’operazione difficile perche’, soprattutto alla Camera, i numeri che mancano per conseguire la maggioranza sono alti.

Al 23 marzo, giorno di insediamento delle nuove Camere, manca ancora tempo. Ci saranno poi da eleggere i presidenti delle due assemblee che, vista la situazione, potrebbe richiedere giorni e giorni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha quindi circa un mese per studiare il da farsi e per avviare le consultazioni per la formazione del governo. Quello che e’ certo e’ che un esecutivo dovra’ trovarsi perche’ non si puo’ tornare votare con questa legge elettorale che non garantisce la formazione di una maggioranza alimentando vieppiu’ il clima di incertezza che incombe sull’Italia.

Seguiremo con attenzione gli sviluppi della situazione. Intanto, per cio’ che riguarda la Regione Lazio, si e’ in attesa dei risultati. Siamo solo agli exit poll che danno il governatore uscente, Nicola Zingaretti, in testa davanti a Stefano Parisi (centrodestra) e Roberta Lombardi (M5S). Se l’esponente del Pd dovesse farcela, come sembra, a restare alla guida della Regione, sarebbe una consolazione, sia pure magra, per Matteo Renzi.

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tagsCamere, Lega, m5s

A proposito dell'autore

Beppe Leone
146 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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