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Roma, Milano, Napoli: quali sono le zone con più giovani e anziani?

Una guida per capire le differenze tra le maggiori città italiane sulla presenza di giovani e anziani nel territorio comunale

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2018-03-5 5/03/2018 ore 9:00

 

Non è un Paese per giovani, si potrebbe dire guardando i dati sull’accessibilità delle ragazze e dei ragazzi alla zone ‘in’ e storiche delle città italiane. Un trend che è rafforzato dalla ‘airbnbizzazione’ (dal sito Airbnb) degli alloggi di pregio sempre più destinati al comparto turistico e inaccessibili – per costi e disponibilità – a una larga parte della popolazione.

È quanto emerge dallo studio curato da Ernesto d’Albergo e Daniela De Leo “Politiche urbane per Roma – Le sfide di una Capitale debole” una radiografia della situazione di Roma da un punto di vista economico, sociale, culturale e urbanistico.

Nella Capitale i giovani vivono in zone urbanistiche al di fuori del Grande Raccordo Anulare o in quei comuni dell’hinterland dove l’espansione edilizia è maggiore. Interessante vedere i dati, che fanno riferimento alle cifre dell’Istat riferibili all’ultimo censimento disponibile, quello del 2011. I ragazzi superano un terzo degli abitanti nei quartieri della periferia romana a est (Sant’Alessandro, San Vittorino, Borghesiana, Lunghezza, Barcaccia) e sud (Vallerano Castel di Leva, Porta Medaglia e Santa Palomba). Al contrario, gli anziani sfiorano il 30% in quella che viene definita la ‘periferia storica di Roma’, in quartieri come Colli Portuensi, Don Bosco, Torrespaccata, Pietralata, Aurelio, Conca D’Oro, Eroi e altri ancora.

Spostandoci nei comuni dell’hinterland romano, i ragazzi superano la soglia di 1/3 solamente nel versante sud-est in paesi come Lariano, San Cesareo, Labico, Artena, Zagarolo, Valmontone, Lanuvio, Gallicano e in quello nord-est a Fonte Nuova e Mentana.

A Milano la situazione è simile a Roma per quanto riguarda il numero ridotto di giovani su tutto il territorio comunale. Si sfiora infatti il 30% in alcuni di quelli che vengono definiti “nuclei di identità locale periferici”, come Parco Monlué – Ponte Lambro, Triulzo Superiore e Rogoredo a sud-est, Adriano, Comasina, Bicocca, Dergano e Quarto Oggiaro a nord e Muggiano e San Siro a ovest. Molti anziani – oltre il 30% – nei popolosi quartieri a est come Parco Lambro – Cimiano e Mecenate, a ovest come Gallaratese, Bande Nere e Lorenteggio e a sud a Gratosoglio-Ticinello e Barona.

Rispetto a Roma e Milano, Napoli ha una caratteristica differente: l’alto numero di giovani all’interno del territorio comunale e in alcuni paesi dell’hinterland. Anche qui i ragazzi sono concentrati nelle zone più periferiche della città, mentre gli anziani superano il 20% solo in quartieri a ovest come Arenella, Vomero, Chiaia, Fuorigrotta e Posillipo e a San Giuseppe nel Centro Storico. Nel complesso, a Napoli la percentuale dei giovani non va mai sotto il 27% e raggiunge valori attorno al 40% nelle popolose periferie nord (San Pietro a Patierno, Scampia, Piscinola e Miano), est (Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio) e ovest (Pianura).

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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