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Consultazioni, sará melina fino a maggio

Mattarella avvia gli incontri, ma le elezioni in Molise e nel Friuli condizionano la formazione del Governo. L’ipotesi di Scalfari

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2018-04-4 4/04/2018 ore 9:12

Scalinata del Quirinale

A un mese esatto dal voto del 4 marzo al Quirinale si gioca la partita per la formazione del nuovo governo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari di Senato e Camera cerchera’ di dipanare la difficile situazione politica. Come e’ noto, infatti, dalle urne non e’ uscita nessuna indicazione certa su una possibile maggioranza a sostegno di questo o quel governo. Nettamente sconfitto il Pd, a contendersi Palazzo Chigi sono i “Cinquestelle”, primo partito italiano con oltre il 32 per cento dei voti, ed il centrodestra, che con la sua coalizione a quattro ha conseguito piu’ del 37% dei consensi elettorali.

Sia Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, che Matteo Salvini, leader della Lega, rivendicano l’incarico per formare il governo, ma entrambi non hanno i numeri a sostegno della loro rivendicazione su Palazzo Chigi. Decisivo potrebbe (per molti dovrebbe) essere il Pd, ma per ora il partito che fu di Matteo Renzi si e’ chiuso a riccio negando il suo appoggio ad un governo “populista”, fosse esso grillino oppure del centodestra.

Con tutti barricati sulle loro posizioni, per il capo dello Stato sara’ molto difficile trovare una soluzione in tempi brevi (e corse anche nei tempi lunghi). A complicare il suo compito ci sono poi due tornate elettorali a fine aprile che non invogliano i partiti a scendere a compromessi. Il 22 aprile, infatti, si votera’ per le regionali in Molise, dove i cinquestelle puntano a conquistare la prima regione dopo gli importanti comuni di Roma e Torino. Una settimana dopo, il 29, si andra’ alle urne, sempre per il rinnovo del consiglio regionale, in Friuli Venezia Giulia, dove il centrodestra, con il leghista Massimiliano Fedriga, vuole strappare la Regione al Pd.

In questo contesto, e’ facile pronosticare che fino a maggio i partiti faranno melina in attesa dei responsi elettorali di Molise e Friuli Venezia Giulia. Poi, se si vuole evitare un ritorno alle urne per le politiche prima dell’estate, bisognera’ che qualcuno receda dalle sue posizioni.

Interessante, a questo proposito, come Eugenio Scalfari, sulle pagine di Repubblica di Pasqua, nel suo fondo definisca il M5S “la sinistra” contrapposta al centrodestra e sostenga che, “se i sostenitori di quel che resta del Pd (il 19% degli aventi diritto al voto) appoggiasse Di Maio il quale a sua volta appoggiasse il governo Gentiloni tuttora in carica, questo schieramento arriverebbe al 51 per cento”. “Una maggioranza assoluta – sottolinea Scalfari – conto la quale Salvini ha ben poco da fare”. Da parte del fondatore di Repubblica, un chiaro invito ai settori del Pd che sono tentati dal dialogo con i “cinquestelle” che Renzi intende ostacolare in ogni modo, forte della maggioranza nei gruppi parlamentari e sostenitore di una linea di opposizione contro i vincitori delle elezioni del 4 marzo.

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A proposito dell'autore

Beppe Leone
155 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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