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Movida selvaggia a Trastevere, 200 residenti ricorrono a Corte Ue

“per il sonno rubato”, scrive Repubblica: A Strasburgo un 87enne ha ottenuto 6mila euro per le notti perdute per la vita notturna di Valencia. L’incarico a un avvocato

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di Redazione | 2018-05-24 24/05/2018 ore 9:59

A Trastevere 200 residenti, dopo anni di battaglie per il decoro, hanno deciso di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Vogliono essere risarciti “per il sonno negato”. Lo scrive oggi Repubblica.

“Abbiamo già dato mandato a un nostro avvocato di presentare la denuncia – afferma Dina Nascetti, la presidente del comitato Vivere Trastevere – l’articolo 8 della Convenzione dei diritti umani sancisce il diritto dei cittadini al rispetto della loro vita privata e familiare ” . La decisione prende le mosse da un precedente storico, scrive Luca Monaco.

Nel gennaio scorso i giudici di Strasburgo hanno accolto il ricorso presentato dai difensori di Miguel Cuenca, un 87enne spagnolo di Valencia, che dopo 20 anni di battaglie legali è riuscito finalmente a vincere la sua personale crociata contro la movida selvaggia: lo Stato spagnolo dovrà adesso risarcirlo per ogni notte trascorsa con gli occhi sbarrati in attesa che la folla di ubriachi si ritirasse dal suo quartiere, San Josè.

L’uomo riceverà una cifra simbolica di 6mila euro. “Al di là della somma, che servirà per rientrare delle spese legali, ci interessa il risultato finale – spiega Nascetti – dopo 20 anni di attivismo e decine di esposti in Procura, se il tribunale ci darà ragione, il Comune e le altre istituzioni saranno costretti ad applicare tutte le contromisure utili a garantirci la vivibilità del rione”.

“Le proteste rimbombavano due giorni fa nella sala in via della Paglia – prosegue il quotidiano – dove 200 abitanti si sono riuniti per trovare le contromisure più utili a difendere la loro qualità di vita. “Non ne possiamo più – sbotta Marta, libera professionista 35enne – non si dorme nemmeno l’inverno. In vicolo Moroni siamo accerchiati da due pub e un locale aperto come associazione culturale che sparano musica a tutto volume con le porte aperte”.

L’unico rimedio per riuscire a prendere sonno poco prima dell’alba “sono le pillole di melatonina – dice ancora Marta – . Le forze dell’ordine non li controllano mai ” . Un’esclamazione carica di disappunto. Lo stesso di chi abita in via Mameli, via di Santa Cecilia, via della Luce, le nuove zone battute dalle squadriglie di ragazzi alticci che fino a qualche anno fa si limitavano a circolare nel “triangolo delle bevute” compreso tra piazza Trilussa, piazza Santa Maria in Trastevere e piazza della Malva.

“Chiediamo l’entrata in vigore della Ztl alle 20 e le strisce blu riservate solo ai residenti ” , invoca Giorgio. I punti mobili di raccolta dei rifiuti per utenze commerciali sarebbero necessari. Ma quando l’ultimo locale spegne la musica, i residenti escono di casa con gli occhi gonfi dal sonno e percorrono vicoli invasi dall’immondizia.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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