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Il Viminale: stretta sui migranti illegali a Roma

Dopo lo sgombero di via Scorticabove, oggi controlli nell’area attorno alla stazione Tiburtina

di Alg | 2018-07-12 12/07/2018 ore 11:05

Migranti attorno alla Tiburtina

Stretta sui migranti anche nella Capitale. Nel recente incontro tra Di Maio e Raggi sarebbe stata deciso di incrementare l’azione per rimuovere parte degli insediamenti abusivi della Capitale, con controlli sempre più serrati nei confronti degli illegali. Il dikatat sarebbe arrivato direttamente dal Viminale.

E in effetti oggi controlli e bonifiche della polizia nell’area attorno alla stazione Tiburtina a Roma. In particolare l’intervento sta interessando la tendopoli allestita dagli attivisti del Baobab alle spalle della stazione dove si trovano circa 300 migranti con 200 tende e piu’ volte sgomberata in passato.

“Trentacinque ragazzi sono stati portati all’Ufficio immigrazione di via Patini per ulteriore identificazione – sottolineano da Baobab Experience – Sono seguiti dagli avvocati volontari che operano al campo”.

Nel frattempo, ancora non è stata risolta la vicenda dei migranti, molti rifugiati o con permesso di soggiorno, sgomberati da via Scorticabove. “Apprendiamo sconcertati che ai rifugiati e sfrattati sudanesi di via Scorticabove sono stati tolti sia l’acqua  che l’accesso ai servizi igienici – dichiara il direttore sanitario dell’associazione Medicina Solidale Lucia Ercoli – La sicurezza e la legalità, pur necessari, devono andare però di pari passo con la solidarietà e la misericordia. Togliere l’acqua a donne e bambini è un gesto, che se confermato, non possiamo assolutamente condividere”.

Ogni estate, osserva Ercoli, «la nostra città ci ha abituati a vivere la caccia all’immigrato di turno. Dopo il Baobab, Santi Apostoli e piazza Indipendenza ora è il turno di quelli di via Scorticabove, che pagano solo il fatto che la nostra città non è più in grado di accogliere chi è fragile e soprattutto non ha in prospettiva un valido progetto». Di contro, “apprezziamo invece il fatto che la diocesi di Roma, attraverso il vescovo Lojudice abbia aperto con i rifugiati/sfrattati un dialogo serio e solidale”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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