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Roma, quella delibera che invita i condomini a dare spazio alle bici

Approvata a febbraio, la decisione divide i ciclisti urbani di Roma: troppo timida. Ecco cosa dice

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2018-10-30 30/10/2018 ore 10:00

Abitate a Roma, il vostro condominio viene ristrutturato completamente e voi chiedete che – nel novero dei lavori – venga incluso anche uno spazio destinato alle biciclette. Gli altri condomini sono perlopiù persone anziane, poco sensibili al tema e dicono no. Chi ha ragione?

A febbraio 2018 il Comune di Roma ha approvato una delibera di iniziativa consiliare che è andata a modificare la deliberazione 18.8.1934 n. 5261 e s.m.i.. Obiettivo: dare più spazio alle biciclette nei palazzi della Capitale.

Per farlo i proponenti hanno citato alcune norme europee che – negli anni – sono andate nella stessa direzione della delibera. Tra queste occorre citare la decisione 94/914/CE, con cui il Consiglio Europeo indicava agli Stati dell’Unione le misure necessarie a rendere più efficace ed efficiente il sistema di mobilità urbana, dando indirizzo sulla tutela delle utenze deboli e sancendo la necessità di aumentare l’accessibilità anche alla ciclabile.

O la decisione 1600/2002/EC, dove il Parlamento Europeo ribadiva la necessità, tra le altre, di incrementare le modalità di spostamento con bicicletta e a piedi.

Ma cosa dice in concreto la delibera di febbraio?

Introduce l’articolo 37 bis secondo cui – comma 1 – “in tutti i cortili e negli spazi comuni degli edifici esistenti, acquisito, ove necessario, il parere dell’Assemblea Condominiale, è consentito individuare appositi spazi idonei e facilmente accessibili da destinarsi al ricovero di mezzi di trasporto alternativi ai mezzi motorizzati, quali le biciclette, anche mediante l’installazione di rastrelliere.”

Il comma 2 dice che, “in caso di interventi di nuova edificazione, di demolizione e ricostruzione o di ristrutturazione edilizia di interi edifici, nonché interventi che intervengano sui cortili condominiali e sugli spazi comuni, quota parte di questi ultimi, in misura non inferiore all’1% della SUL oggetto dell’intervento, deve essere destinata a spazi idonei al ricovero di mezzi di trasporto alternativi ai mezzi motorizzati, quali le biciclette, resi opportunamente sicuri e facilmente accessibili.”

Nel mondo dei ciclisti urbani di Roma la delibera è stata accolta con scetticismo e delusione per il suo carattere ambiguo e poco perentorio, non essendoci prescrizioni ma solo indicazioni.

Nel gruppo Facebook Salvaiciclisti-Roma gli utenti si interrogano sull’effettiva funzionalità della decisione dell’Assemblea Capitolina. “Da me, c’è un condomino che mi guarda con odio dopo che ho presentato la richiesta. Sono serio purtroppo, non esagero. Alla prossima assemblea spero di poter discutere la richiesta” racconta Paolo. “Io sono un amministratore di condomini, e ne ho fatte mettere tante. Ma quella delibera è scritta male, e a bene leggere non obbliga affatto a mettere rastrelliere nei cortili dei palazzi esistenti” conclude Guido, confermando i timori sull’effettiva incisività della normativa.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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