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Manovra, c’è ben poco per la Capitale

Conte: manovra seria ed equilibrata, farà ripartire il Paese. Ma incombe il giudizio di Bruxelles

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di Alessandro Amati | 2018-11-1 1/11/2018 ore 16:00

Con l’ultima sorpesa della ‘manina’ che avrebbe cancellato lo stanziamento di 180 milioni di euro per riparare le buche delle strade di Roma, alla fine alla capitale restano le briciole. E’ pur vero che la misura può essere introdotta in Parlamento, e che comunque c’è un fondo speciale di 250 milioni dieuro per manutenzione di strade e scuole, ma questo è da riparitre fra le varie regioni.

Il Campidoglio è quindi stato ‘scaricato’ dal governo, come hanno sottolineato subito le opposizioni? Forse no, ma certamente questo episodio potrà aggiungersi alla lista di doglianze che i 5 Stelle rivolgono al ministero dell’Economia, e segnatamente allo staff tecnico di Tria. E difficilmente, almeno per ora, potrà rassicurare gli impenditori romani che già ieri, con il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, aveva espresso tutte le sue perlessità: senza una sterzata si arriva al “paradosso romano: le imprese e gli occupati aumentano, ma nascono aziende di necessita’ che diventano una alternativa alla disoccupazione”.

 

Per il resto, la manovra si presenta, nel dettaglio, non molto dissimile da una  delle tante finanziarie dei tempi andati. Esclusi dal testo due pilastri della campagna elettorale, reddito di cittadinanza e ‘quota 100’ per le pensioni (secondo il governo, queste partiranno l’anno prossimo), il governo fa uno sforzo per bloccare l’Iva e per andare incontro alle richieste dei ‘truffati dalle banche’ (un miliardo e mezzo). Una delle novità principali è che dal 1° gennaio nasce la “centrale per la progettazione delle opere pubbliche”. La struttura, chiamata ‘InvestItalia’, opererà “in autonomia amministrativa, organizzativa e funzionale”. Insomma una super cabina di regia con sede a palazzo Chigi, per gestire gli investimenti pubblici. Rimane invece l’incremento di 100 milioni di euro del fondo per le politiche della famiglia, ma il ‘bonus cultura’ per i diciottenni viene ridotto di venti milioni.

Il Premier Conte ha definito la manovra, oggi sul ‘Corriere della sera’, come “seria ed equilibrata” e con “lo scopo di far ripartire il paese”, con l’obiettivo di “fare dell’Italia un paese nel quale è più semplice fare impresa ed investire”, e per questo ha insistito sui  “15 miliardi aggiuntivi per investimenti nel prossimo triennio”. Un problema sarà, com’è noto, il giudizio dei partners europei. La volontà è “di dialogare”, e non è esclusa qualche lieve modifica, come ha fatto capire Tria. Ma, visto il defciti e l’andamento del debito, lo scoglio della commissione Ue sembra molto impervio. Una procedura di infrazione potrebbe essere dietro l’angolo.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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