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L’educazione civica torna in classe

Una proposta di legge è stata presentata dalla Lega alla Camera

di Redazione | 2018-12-8 8/12/2018 ore 10:00

Torna lo studio dell’Educazione civica sui banchi di scuola. Una proposta di legge in tal senso è stata presentata dalla Lega alla Camera, presenti il segretario del partito Matteo Salvini e i ministri dell’Istruzione Marco Bussetti e della Famiglia Lorenzo Fontana.

Si tratta di una progetto condiviso con “gli alleati”, ha spiegato il deputato leghista Massimiliano Capitanio, che punta a disegnare “un percorso che accompagni bimbi dalla scuola materna fino alla secondaria di secondo grado”. “Scuola, educazione e inclusione troppo importanti per essere superati dagli ‘0 virgola’ e dalle polemiche inesistenti. E’ necessario rimettere al centro la scuola, un mondo vissuto a lungo come serbatoio elettorale”, ha detto Salvini, secondo il quale sull’educazione civica si sentono spesso solo dei “bla, bla, bla. E’ inaccettabile – ha proseguito – che venga messa in discussione la serietà e la onorabilità di chi sta dietro la cattedra. Ho letto di quel ragazzino che ha preso 3 e ha fatto causa all’insegnante. Ma quando accadeva a me io dovevo preoccuparmi di mio padre. Sono cose fuori dal mondo e bisogna imparare il rispetto”.

Una richiesta di ripristino dell’educazione civica nelle scuole era stata presentata tempo fa dai sindaci, impegnati nella raccolta delle cinquantamila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare. “Nella nostra proposta l’Educazione alla Cittadinanza copre uno spettro più ampio della vecchia educazione civica: dall’educazione digitale a quella ambientale, passando per la difesa dei beni comuni. Confidiamo che questa volta, diversamente che su altre questioni delicate e sensibili, il contributo dei sindaci possa essere considerato e accolto”, ha spiegato il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Da FI un plauso all’iniziativa e anche da loro la richiesta di ampliarne lo spettro.

Un pò di storia, da Moro fino alla riforma Gelmini

Correva l’anno 1958 quando l’allora Ministro della Pubblica Istruzione, Aldo Moro, propose quello che divenne il decreto del Presidente della Repubblica n. 585, col quale furono definiti i programmi per l’insegnamento dell’educazione civica nell’istruzione secondaria, sia quella – allora si chiamava così – inferiore, sia quella superiore. I programmi prevedevano che l’insegnamento di storia fosse obbligatoriamente integrato, per due ore, con i seguenti argomenti: i lineamenti essenziali della Costituzione; i diritti e i doveri dei cittadini; il lavoro e la sua organizzazione e tutela; le organizzazioni sociali di fronte allo Stato; nozioni generali sull’ordinamento dello Stato; principi della cooperazione internazionale.

* 1979: l’educazione civica solo nella scuola media Nel 1979 cominciò il lungo processo di uscita dell’educazione civica dai programmi ministeriali. Infatti, nel febbraio di quell’anno furono pubblicati in Gazzetta Ufficiale i nuovi programmi di insegnamento, coi quali la materia fu limitata alla sola scuola media (ora secondaria di primo grado).

* 1990: l’educazione civica esce dai programmi. L’educazione civica scomparve dai “programmi” scolastici, quale disciplina a sé stante, nel 1990. I docenti di storia potevano continuare a trattarne i temi, però per non più di due ore al mese, all’interno del monte orario complessivo della loro materia.

* 2008: arriva Cittadinanza e Costituzione Nel 2008, con il Ministro Gelmini, furono rivisitati gli ordinamenti scolastici. Fu previsto che gli insegnamenti dell’ambito storico venissero integrati, a parità di ore e in via sperimentale, per l’acquisizione di competenze relative a Cittadinanza e costituzione. Tuttavia, non furono individuati precisi obiettivi di apprendimento, lasciando così la realizzazione dell’insegnamento all’iniziativa dei singoli docenti.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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