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La truffa del filo di nichel in Campidoglio

Usato nel 2011 per pagare un debito da parte della società del “marchese” Calabrò non varrebbe i 55 milioni di euro dichiarati ma solo 40mila

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di Redazione | 2019-02-14 14/02/2019 ore 13:20

Campidoglio

Sono iscritti nel bilancio del Campidoglio 55 milioni di euro che, però, non varrebbero quasi nulla. Di certo non la cifra milionaria. Si tratterebbe di un pacchetto contente un tocchetto di nichel, lungo forse 200 chilometri. A scriverlo oggi è la cronaca romana del Messaggero, ricordando che il “materiale preziosismo” era stato consegnato all’amministrazione capitolina nel 2011 al posto dei contanti per ripagare un vecchio debito. Oggi però si scopre che il suo valore è in realtà al massimo di 40mila euro.

La storia risale al 1997 quando il Comune espropria un terreno agricolo per costruire un deposito di bus. I proprietari chiedono come indennizzo 65 miliardi di lire. Il Campidoglio non ci sta e  presenta ricorso ma, prima della sentenza, i proprietari cedono il credito a un’altra società – con a capo il finanziere Giovanni Calabrò, detto “il marchese” – che nel mentre riesce a incassare la somma. Che però, dopo una sentenza a favore del Campidoglio, deve restituire.  A quel punto, la società di Calabrò – che era in difficoltà finanziarie – offre al Comune una partita di ‘nichel wire’ “in garanzia”. Il cui valore  iniziale – nelle carte dell’asta (ripetutamente fallita)- passa da “36 milioni” a “55.644.344,00 euro”.

Si deve aspettare però il 2018 – quando durante un’indagine della Guardia di finanza sul crac di una società del “marchese” Calabrò a Vicenza, salta fuori che un altro filo di nichel valutato 15 milioni di euro ne valeva in realtà solo 20mila – per fare una perizia anche su quello romano. Per scoprire che, anche questo, non vale la cifra milionaria millantata. Ma secondo il quotidiano romano, di questa perizia in Campidoglio sembrano non sapere nulla. Anche se pare che già nell’aprile del 2018 i revisori dei conti avessero avvisato la sindaca Raggi invitando i Cinquestelle a “impegnare le somme derivanti dalla vendita del nichel successivamente alla effettiva vendita”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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