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Brexit: Londra saluta l’Ue

A mezzanotte il Regno Unito lascerà dopo 47 anni dall’adesione al progetto europeo.

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di Redazione | 2020-01-31 31/01/2020 ore 11:30

Westminster a Londra

tasera, alla mezzanotte italiana, il Regno Unito lascera’ l’UE dopo 47 anni dall’adesione al progetto europeo. Il premier britannico, Boris Johnson, salutera’ “l’alba di una nuova era” in un discorso alla Nazione un’ora prima della Brexit. Oggi il primo ministro terra’ una riunione di gabinetto a Sunderland, la prima citta’ a sostenere la Brexit nel referendum Ue di giugno 2016, con oltre il 60% degli elettori che aveva votato per l’uscita dall’Unione. Nell’ambito delle celebrazioni ufficiali del Governo Downing Street verra’ illuminata con uno spettacolo di luci, verranno issate bandiere del Regno Unito in piazza del Parlamento e tre milioni di monete da 50 pence a tema Brexit entreranno in circolazione. Johnson rimarra’ a Downing Street per tutta la serata, mentre il leader del Brexit Party, Nigel Farage, guidera’ una festa sotto le bandiere nella piazza del Parlamento. A Bruxelles la bandiera del Regno Unito verra’ rimossa dagli edifici che ospitano le istituzioni dell’Ue e la bandiera britannica dovrebbe essere riposta in un museo. Nel suo videomessaggio, che sara’ pubblicato alle 22h00, Johnson promettera’ di riunire il Paese. “Il nostro lavoro come Governo – il mio lavoro – e’ quello di unificare questo Paese e portarci avanti. La cosa piu’ importante da dire stasera e’ che questa non e’ una fine ma un inizio”, dira’ il premier spiegando che “questo e’ il momento in cui sorge l’alba e si alza il sipario su un nuovo atto. un momento di vero rinnovamento e cambiamento nazionale”. “Questa e’ l’alba di una nuova era in cui non accetteremo piu’ che le vostre possibilita’ di vita – le possibilita’ di vita della vostra famiglia – dipendano dalla parte del Paese in cui crescete. Questo e’ il momento in cui iniziamo a unirci e salire di livello”, dichiarera’ Johnson. Questo momento storico arriva piu’ di tre anni e mezzo dopo che il Regno Unito ha votato per lasciare l’Ue e segue due elezioni generali e tre primi ministri: David Cameron, Theresa May e Boris Johnson.

La Brexit verra’ realizzata dopo mesi di incontri e proteste di massa che generato dibattiti senza fine, sconfitte del Governo e stallo in Parlamento, fino a quando Johnson ha ottenuto una maggioranza di 80 seggi alle elezioni generali del mese scorso. In Scozia, che ha votato per rimanere nell’Ue nel referendum del 2016, stasera sono in programma veglie a lume di candela ad Aberdeen, Dundee, Glasgow e Stirling, con l’obiettivo di inviare un messaggio all’Unione affinche’ mantenga le porte aperte alla Scozia.

Il leader laburista, Jeremy Corbyn, ha avvertito che “il Regno Unito e’ ora a un bivio. Lasciando l’Ue abbiamo l’opportunita’ di definire il nostro ruolo futuro all’interno della comunita’ internazionale per i decenni a venire. La posizione dell’Uk nel mondo cambiera’. La domanda e’ quale direzione prenderemo ora.” “Potremo lavorare con altri Paesi per sviluppare il commercio, migliorare i diritti e le protezioni, investire nelle nostre comunita’, affrontare la minaccia della catastrofe climatica, combattere le violazioni dei diritti umani e promuovere la pace. Saremo in grado di costruire un Regno Unito veramente internazionale, differente e rivolto all’esterno”, ha proseguito Corbyn.

“Oppure potremo chiuderci in noi stessi e mettere in vendita i nostri principi, diritti e standard per raggiungere accordi commerciali frettolosamente organizzati, unilaterali, con Donald Trump e altri”, ha aggiunto il leader dei Labour. Sull’approccio del partito laburista Corbyn ha dichiarato che “faremo in modo che il Governo sia ritenuto responsabile di ogni fase del processo: per garantire i posti di lavoro e gli standard di vita, per far si’ che i diritti del lavoro e gli standard dei consumatori e dell’ambiente siano protetti in tutto cio’ che verra’ negoziato con l’Ue, gli Stati Uniti o qualsiasi altro Paese”. “Siamo determinati a difendere i guadagni che abbiamo ottenuto con gli altri su questi temi all’interno dell’Ue. E ci opporremo a un accordo con Trump tossico che metta a rischio il nostro sistema sanitario nazionale, le norme alimentari e i posti di lavoro”, ha concluso Corbyn.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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