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Criminalità al mercato di Fondi, arresti tra Lazio e Campania

C’è l’aggravante del metodo mafioso

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di Redazione | 2020-03-2 2/03/2020 ore 17:30

photo credit: pagina Fb carabinieri

Si intensifica l’azione volta a contrastare in maniera strategica i sodalizi criminali che, avvalendosi del metodo mafioso acquisiscono il controllo dell’imprenditoria nel basso Lazio, tentando di monopolizzare i vari settori delle attività produttive. L’arma dei carabinieri, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della procura della repubblica di Roma, ha proseguito la propria azione di contrasto nei confronti di un gruppo criminale operante nell’ambito del M.O.F., il mercato ortofrutticolo di Fondi (Latina), importantissimo snodo commerciale della provincia pontina con un significativo ruolo distributivo a livello nazionale.

I carabinieri del comando provinciale di Latina, infatti, nelle prime ore della mattinata odierna hanno dato esecuzione tra Fondi (Lt), Pontecorvo (Fr), e Caivano (Na), a 5 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) emesse dal g.i.p. presso il tribunale di Roma nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione ed illecita concorrenza con minaccia o violenza, commessi con l’aggravante del metodo mafioso (art. 416 – bis.1 del codice penale). Nello stesso contesto si è inoltre proceduto al sequestro preventivo delle quote di due società di trasporto, la “Anna Trasporti S.r.l.” e la “D’Alterio trasporti S.R.L.S.”.

I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata attività d’indagine convenzionalmente denominata “Aleppo 2”, avviata sulla scorta di nuovi elementi emersi successivamente all’omonima operazione (culminata nell’esecuzione di n. 8 ordinanze di custodia cautelare in data 13.09.2018) che aveva comprovato il condizionamento ambientale imposto con metodo mafioso dalla famiglia d’alterio sull’indotto del M.O.F. (mercato ortofrutticolo di Fondi), ottenuto grazie anche a radicati collegamenti con i clan camorristici casertani. Le nuove investigazioni hanno infatti consentito di acclarare che gli indagati, nonostante i provvedimenti coercitivi, avevano continuato esercitare mediante intimidazioni il controllo del predetto mercato. Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 30 carabinieri del comando provinciale, supportati da quelli delle province di Napoli e Frosinone, e da un velivolo proveniente da Pratica di Mare.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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