Indagine del Banco Alimentare: 160mila famiglie in difficoltà
La povertà in Italia colpisce molto più duro di quanto si pensi, e non fa eccezione il Lazio. Nella regione, il 6,1% delle famiglie afferma di non riuscire a permettersi un consumo di cibo adeguato a garantire una dieta minima equilibrata. Il dato laziale è lievemente al di sotto della statistica nazionale. Insomma, più di 160 mila famiglie sono al limite della fame. E’ quanto emerge da una ricerca del Banco Alimentare.
E quello che impressiona è che quasi il 12% di questi “poveri del cibo” sono minorenni. Comunque, la situazione non è proprio allegra anche per chi è al di sopra di questa soglia. Infatti, il 14,2% delle famiglie sostiene di non potersi permettere ogni due giorni un pasto proteico con pollo, carne, pesce o equivalente vegetariano. Il dato italiano rivela la presenza di maggiori difficoltà, nel nostro paese, rispetto alla media europea (10,5% UE a 27 paesi), sulla quale incide peraltro l’elevata diffusione del problema nei nuovi paesi membri (in questa area una famiglia ogni cinque non è in grado di permettersi una dieta equilibrata).
Ma almeno, il secondo welfare, quello fatto da associazioni e ong, è in grado di intervenire. Solo a Roma infatti ci sono più di 200 enti caritativi, soprattutto mense e residenze, e ha un forte impatto anche la distribuzione di pacchi. Il 24,4% delle strutture è aperto tutti giorni e un altro 15% è aperto dal lunedi al venerdi. Il 95% delle strutture caritative intervistate resta aperto anche nei mesi estivi, perché i poveri non vanno mai in vacanza. C’è da aggiungere che 95 strutture su 100 adottano forme di registrazione degli assistiti per verificare l’effettivo stato di necessità e l’evoluzione del percorso di inclusione.
A Roma, circa il 40% delle strutture caritative intervistate per l’indagine nel 2014 ha sperimentato spesso difficoltà di approvigionamento del cibo necessario, specialmente tra coloro che erogano pacchi alimentari. E questo perché è aumentato il numero di chi fa richiesta. (Alg)