La corsa per la guida dei prossimi sei anni della principale Università romana “La Sapienza”, la più grande d’Europa, entra nella fase decisiva. È iniziato il dibattito pubblico tra i cinque aspiranti alla successione della rettrice Antonella Polimeni, che a novembre concluderà il suo mandato. Il voto per il nuovo rettore è previsto entro l’ottobre prossimo. La Commissione elettorale centrale ha ammesso cinque candidati: Antonio Carcaterra (Ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine); Pierpaolo D’Urso (Ordinario di Statistica); Riccardo Faccini (Ordinario di Fisica); Fabio Lucidi (Professore e prorettore); Maria Sabrina Sarto (Professoressa ordinaria di elettronica e prorettrice alla Ricerca dal 2020).
Com’è noto l’elezione è affidata a un corpo elettorale definito fra le diverse componenti della comunità universitaria: docenti e ricercatori, personale tecnico e amministrativo e una rappresentanza, a sua volta eletta, degli studenti. Per essere eletti nei primi scrutini è necessaria la maggioranza assoluta. Se nessun candidato la raggiunge, si procede ai turni successivi ballottaggio fino all’elezione definitiva.
Il nuovo rettore della Sapienza si troverà a gestire un ateneo da oltre 120.000 studenti e un bilancio multimilionario, affrontando sfide strutturali, didattiche e sociali complesse. Si incrociano infatti ricerca, sanità, grandi opere, rapporti con le istituzioni e risorse economiche per centinaia di milioni di euro.
La Sapienza con 723 anni di storia e dieci Premi Nobel, oltre agli studenti impiega più di 7mila lavoratori tra docenti, amministrativi e tecnici, gestisce due policlinici universitari — l’Umberto I e il Sant’Andrea — e amministra 168 milioni di euro di finanziamenti annui tra fondi europei, nazionali, risorse di enti esterni e investimenti dell’ateneo.
La grande sfida delle nuove tecnologie
Tutti i candidati, con sfumature diverse, puntano su nuovi progetti e la semplificazione burocratica attraverso le nuove tecnologie. Il nuovo rettore guiderà mega-progetti interdisciplinari (da 5 a 8 milioni di euro ciascuno) focalizzati su tecnologie di frontiera come Intelligenza Artificiale, Cybersicurezza, Tecnologie Quantistiche e High Performance Computing (HPC). L’obiettivo sarà l’integrazione definitiva tra gli hub di ricerca universitari e il tessuto industriale, per evitare che le infrastrutture create negli ultimi anni restino cattedre nel deserto.
Inoltre, l’obiettivo condiviso (fortemente evidenziato da candidati come Pierpaolo D’Urso) è utilizzare sistemi di AI per tagliare i tempi della burocrazia interna, alleggerendo il carico di lavoro del personale tecnico-amministrativo e dei docenti. E’ prevista inoltre l’Implementazione di assistenti virtuali intelligenti per l’orientamento, la gestione delle carriere e la risposta automatica h24 alle pratiche studentesche.
L’ateneo sta già affrontando la sfida dell’impatto dell’IA sui metodi di apprendimento e di esame. I programmi puntano a superare la vecchia separazione tra materie umanistiche e scientifiche. Ne sono un esempio i neonati percorsi d’avanguardia come il corso in Filosofia e intelligenza artificiale che unisce l’Informatica alla riflessione etica e dei diritti. Nonché piani per estendere moduli di base sull’utilizzo etico e critico dell’IA generativa a tutti gli studenti di qualsiasi facoltà.
Le emergenze studentesche
Una delle emergenze più sentite dagli studenti è la carenza di posti letto a prezzi accessibili per i fuori sede. Il nuovo rettore dovrà accelerare l’acquisizione e la ristrutturazione di nuovi studentati, anche sfruttando i fondi residui del PNRR.
Dovrà inoltre adeguare le aule, i laboratori e le biblioteche della Città Universitaria e delle sedi distaccate, migliorando l’efficienza energetica e l’accessibilità per le persone con disabilità; gestire il passaggio e la stabilizzazione dei ricercatori, specialmente dopo la fine dei contratti legati ai fondi straordinari degli anni precedenti e rispondere alla crescente domanda di supporto psicologico e salute mentale da parte della comunità studentesca.
Infine al nuovo rettore toccherà governare il delicato equilibrio tra la libertà di espressione/protesta degli studenti e la sicurezza all’interno del campus, in particolare riguardo alle mozioni sui conflitti geopolitici internazionali che negli ultimi anni hanno acceso il dibattito accademico.
L’operazione del nuovo Policlinico
Il progetto del nuovo Policlinico Umberto I rappresenta una delle operazioni più imponenti e strategiche che il prossimo rettore della Sapienza dovrà gestire durante il suo mandato.
Presentata ufficialmente all’inizio del 2026, la proposta prevede una radicale rigenerazione urbana e sanitaria da 1 miliardo di euro con un cronoprogramma serrato che coprirà l’intero sessennio rettorale 2026-2032.
Il progetto prevede l’abbandono del modello a padiglioni diffusi (attualmente oltre 50 edifici) a favore di un unico grande monoblocco tecnologico focalizzato verso viale dell’Università. Con la gara d’appalto prevista entro la fine del 2026 e l’avvio dei cantieri nel 2027, il nuovo rettore, in stretta collaborazione con la Regione Lazio e la direzione del Policlinico, dovrà garantire la totale continuità assistenziale e didattica durante i quattro anni minimi di lavori stimati.
Una volta che le attività cliniche saranno concentrate nel nuovo monoblocco, decine di vecchi padiglioni storici (risalenti al 1888) verranno liberati e trasformate in nuovi spazi per la ricerca scientifica, aule didattiche all’avanguardia e, soprattutto, residenze universitarie e studentati, rispondendo direttamente all’emergenza del caro affitti a Roma.
In particolare Il nuovo rettore dovrà ridisegnare i percorsi formativi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia all’interno del nuovo “campus sanitario”. L’obiettivo condiviso dai candidati è creare una forte sinergia interdisciplinare (es. ingegneria medica, intelligenza artificiale applicata alla salute e biotecnologie) sfruttando la vicinanza fisica delle nuove strutture con i laboratori della Città Universitaria. Per decongestionare la sede storica di Piazzale Aldo Moro, resta prioritario lo sviluppo dei campus satelliti.
Il progetto Rome Technopole a Pietralata
L’altra grande partita è il Rome Technopole, il polo di ricerca e innovazione che mette insieme università, enti di ricerca e imprese attorno a tre grandi aree: transizione digitale, energia e salute-biofarmaceutica. La Sapienza è capofila del progetto. Il cuore fisico sarà a Pietralata, dove il cantiere della nuova sede è già partito: la prima pietra è stata posata nel dicembre 2025 e a luglio la Regione ha approvato altri 15 milioni di euro per il secondo lotto. Il progetto vale complessivamente circa 130 milioni e punta a collegare più strettamente laboratori, formazione e imprese.
Anche per decongestionare la sede storica di Piazzale Aldo Moro, resta prioritario lo sviluppo dei campus satelliti. In sinergia con il Comune di Roma e la Regione, l’ateneo punta a potenziare le infrastrutture collegate alla rete di trasporto urbano (come la stazione metro Pietralata), integrando nuovi spazi per la didattica con il piano di sviluppo dell’area dello SDO e il futuro stadio della Roma.
Iniziative nei quartieri romani e all’estero
L’ateneo non vuole più essere un’isola separata dalla città. L’università finanzierà progetti per portare le competenze scientifiche nelle periferie romane (sulla falsariga di progetti pilota come NextCityLAB al Quarticciolo), lavorando su rigenerazione urbana, inclusione sociale e sostenibilità legata all’Agenda ONU 2030
Infine La Sapienza sta spingendo sull’apertura di sedi ed accordi strategici oltre i confini italiani, che il nuovo rettore dovrà formalizzare: Attraverso l’università telematica dell’ateneo (UnitelmaSapienza), è stato siglato un accordo chiave per valutare la nascita di una presenza strutturata a Malta e l’erogazione di servizi accademici mirati alla formazione dei funzionari pubblici locali. Progetti di mobilità studentesca transnazionale avanzata (come i recenti accordi siglati con atenei in forte crescita, tra cui la Werabe University in Africa) sono finalizzati per attrarre un numero sempre maggiore di studenti internazionali.