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Rumore: Min.Salute, rispetto norme contro gravi danni uditivi

Intervista a Giuseppe Ruocco, Direttore Generale della Prevenzione sanitaria

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di Redazione | 2016-11-26 29/07/2014 ore 9:04
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:24)

Danni uditivi, malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, influenza negativa sulla sfera psicofisica e psicologica; riduzione della abilità cognitive nei bambini e anche interferenze con il comportamento sociale (come l’aggressività). Sono solo alcuni degli effetti che l’inquinamento acustico ha sulla salute e la vita delle persone. Un ‘bollettino di guerra’ che ci rivela un problema grave spesso sottovalutato ma di forte impatto e ”notevole portata” sulla vita di tutti noi. In un’intervista a Radio Colonna, nell’ambito della campagna “Spegni il rumore accendi il divertimento”, Giuseppe Ruocco, Direttore Generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, illustra le diverse problematiche scaturite dagli eccessi di decibel nelle nostre città auspicando “il rispetto della normativa vigente” accompagnata da una corretta informazione ed educazione dei cittadini “perché adottino comportamenti corretti per ridurre le fonti di inquinamento evitabili, derivanti spesso da cattive abitudini”.

 

1) Quali sono gli effetti dell’inquinamento acustico sulla salute dell’uomo?

 

“Importanti studi epidemiologici sottolineano come il rumore non provochi solo danni uditivi (disturbi acuti o cronici dell’apparato uditivo) ma anche extrauditivi di notevole portata come le malattie cardiovascolari: sempre con maggiore evidenza emerge, infatti, l’associazione tra esposizione al traffico stradale e aereo e malattia ipertensiva e cardiopatia ischemica. In particolare, il traffico stradale ha notevole influenza sull’insorgenza di malattia ischemica, incluso l’infarto del miocardio, laddove si registra un incremento di malattia ipertensiva a causa sia del traffico stradale sia di quello aereo. Riguardo agli effetti del traffico ferroviario, gli studi in merito sono poco numerosi e non consentono conclusioni attendibili. Secondo recenti ricerche il rumore può avere un’influenza negativa anche sulla sfera psicofisica e psicologica. Riduzione delle abilità cognitive nei bambini: Numerosi studi hanno dimostrato che l’esposizione a rumore importante durante il periodo critico dell’apprendimento scolastico può causare un effetto a lungo termine sulle abilità cognitive del bambino e sull’ apprendimento scolastico.

Disturbi del sonno. I disturbi del sonno sono quelli maggiormente riferiti come complicanza dell’esposizione al rumore e che hanno il maggiore impatto sulla salute e sulla qualità della vita. Numerosi studi hanno mostrato che gli effetti del rumore sul sonno possono essere distinti in: immediati: insonnia, alterazione delle fasi del sonno; tardivi: sonnolenza diurna, deterioramento delle funzioni cognitive; a lungo termine: cronicizzazione dei disturbi del sonno. Il rumore ambientale continuo riduce il potere ristorativo del sonno. Tinnitus (sensazione di rumore in assenza di una reale fonte di rumore esterna). Tra i soggetti che hanno subito un trauma acustico, il 50-90% riferisce un tinnitus. In alcuni soggetti il tinnitus causa disturbi del sonno, ansietà, depressione, disturbi di comunicazione, irritabilità, tensione, inabilità al lavoro e ridotta partecipazione alla vita sociale. Annoyance ed effetti comportamentali. L’annoyance, cioè il fastidio, è il più studiato effetto del rumore, può essere considerato come un problema di salute.

 

Tra gli effetti della sovraesposizione al rumore, oltre a quelli già menzionati, si identificano: interferenze con il comportamento sociale (comportamenti di aggressività, di protesta e di impotenza); l’interferenza con il comportamento sociale e con le modalità di comunicazione insorgono quando il rumore ambientale e uguale o maggiore di 60 dBA (cio corrisponde al rumore da traffico che giunge dalle finestre lievemente aperte). I bambini sono le prime vittime dell’esposizione a rumore che causa disturbi dell’apprendimento e del linguaggio e compromettano le performance future dei bambini. Questi effetti sono maggiori nei bambini che hanno già di base problemi di udito o che vivono in famiglia problemi nella lingua parlata (es. famiglie di migranti). Effetti sulle prestazioni. Il rumore interagisce con lo svolgimento di attività, sulla produttività, sul rendimento, sull’attenzione e sull’apprendimento. L’esposizione a rumore interferisce, in particolare, con i compiti che richiedono particolare attenzione e concentrazione. Ambienti particolarmente a rischio. Questi effetti si riscontrano in modo particolare in alcuni contesti ambientali, quali le scuole, colpendo in particolare i docenti e gli studenti ed i locali danzanti. I rischi da eccessiva esposizione al rumore all’interno dei locali danzanti hanno indotto il legislatore a emanare norme sia per la tutela del lavoratore sia per la tutela del frequentatore. Per i frequentatori i limiti stabiliti dal DPCM 215/99 corrispondono a 95 dB. Ma tali limiti risultano ampiamente superati come dimostra una recente indagine sul tema realizzata (nel 2008) dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) che ha dimostrato appunto come siano ampiamente superati sia i limiti di esposizione di legge dei frequentatori, sia quelli dei lavoratori delle discoteche.

 

2) Cosa si può fare per evitare che le nostre vite siano così ‘vittime’ dell’inquinamento acustico? Che tipo di prevenzione?

 

Come prima cosa occorre garantire l’applicazione della normativa esistente, specialmente nei locali più a rischio come le scuole dove sono esposti soggetti vulnerabili come i bambini e le discoteche dove i nostri ragazzi, ma anche i lavoratori sono particolarmente esposti. Per quanto riguarda il rumore urbano, numerosi studi hanno dimostrato che durante le ore notturne il 27% della popolazione e esposto a rumore superiore ai 55 dBA, invece durante le ore diurne il 34% della popolazione e esposto a valori di rumore superiori ai 65 dBA. In questo caso oltre a garantire il rispetto della normativa vigente è necessario informare ed educare i cittadini perché adottino comportamenti corretti per ridurre le fonti di inquinamento evitabili, derivanti spesso da cattive abitudini.

 

3) Lei pensa sia positivo sensibilizzare cittadini e istituzioni riguardo questo problema?

 

Si, come appena detto la sensibilizzazione e l’educazione dei cittadini è molto importante.

 

4) Il ministero sta facendo qualcosa o pensa a qualche iniziativa futura?

 

Nell’ambito dell’ultimo Piano Nazionale della Prevenzione sono previste linee di intervento in materia di prevenzione dell’ipoacusia e della sordità con la finalità di: individuare protocolli diagnostici per le diverse età target, per l’individuazione precoce di tali patologie secondo criteri e caratteristiche di appropriatezza; definire percorsi diagnostico-terapeuticiriabilitativi con particolare riguardo all’appropriatezza del ricovero o trattamento ambulatoriale della fornitura di protesi, dei controlli di follow-up. Dai dati epidemiologici dovrebbero trarsi indicazioni per l’edilizia delle città, per esempio sulla localizzazione delle scuole o di luoghi dedicati all’infanzia. A livello europeo, in seguito al recepimento della Direttiva Rumore Ambientale 2002/49/CE, è stato creato il primo database dell’esposizione al rumore generato da traffico aereo, ferroviario e veicolare nelle città con più di 250mila abitanti (NOISE). Per quanto riguarda l’Italia, il Ministero della Salute attraverso il Centro per il controllo delle malattie (CCM) ha finanziato un progetto finalizzato allo studio dei danni extrauditivi da rumore (“Impatto dell’inquinamento ambientale prodotto dagli aeroporti sulla salute dei residenti”). Scopo generale del progetto è fornire metodologie e strumenti operativi per l’avvio di sistemi di sorveglianza in materia di inquinamento acustico e atmosferico e relativi effetti sui residenti nei pressi dei principali aeroporti italiani.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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