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Il “riscatto” di via del Babuino

La strada torna ad essere vivibile

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di Redazione | 2016-11-26 13/08/2014 ore 11:31
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:25)

Le vie più rappresentative, storiche  e commercialmente attraenti nelle grandi città del mondo sono innegabilmente dedicate a chi desidera passeggiare, guardare, ammirare. Comunque esserci ed esserci stati. Gli esempi si sprecano e Maria Letizia Rapetti nella sua duplice veste di direttrice del negozio Chopard e presidentessa dell’Associazione via del Babuino, ne elenca di conosciutissime e nel suo rinnovato entusiasmo per questa strada ci parla di futuro. La centralità fa di via del Babuino la compagna di ideale di Via Condotti, P.zza di Spagna, P.zza del Popolo e di tutte quelle “stradette” che tessono il Tridente. Rapetti non suggerisce nessuna concorrenza con Via Condotti ma è certo che le aperture di questi mesi, le grandi ristrutturazioni in negozi già presenti e le prossime inaugurazioni fanno immaginare un “viavai” molto più attraente e vario. Chi pensa che senza la possibilità di sostare proprio davanti al negozio caleranno le vendite non sa che il cliente affezionato al marchio e a come viene proposto non rinuncerà mai a quello stile. La riqualificazione di via del Babuino sarà anche a favore dei percorsi vicini. Via Margutta, Rapetti la immagina come una vip street per i curiosi della storia, del glamour e del fascino che solo certe strade trasmettono.

Senza più tutte le auto parcheggiate ci sorprendiamo a vedere, finalmente, l’obelisco di P.zza del Popolo come in una cartolina di tanto tempo fa.

Ma a tutto questo deve aggiungersi una coscienza  del decoro, che oggi è pressoché dimenticata. Non ci sono colpe e nazionalità  precise ma tutti noi dobbiamo essere consapevoli che il bello va riconquistato e mantenuto. E a proposito di bello, la presidentessa dell’associazione,  ci comunica con entusiasmo  che un mecenate  (ad oggi ancora sconosciuto) si occuperà del ripristino totale della statua del Babuino.

Il sileno disteso, bello non deve essere mai stato se fu definito er babuino, ma entro’ subito a far parte della cerchia delle statue parlanti”. Con la statua del facchino, il pasquino ed altre raccoglieva i messaggi anonimi e feroci che la città rivolgeva ai potenti. Ci viene da pensare che alla fine i lamenti siano arrivati a destinazione e che quindi questa scultura del 1571 vada “ricompensata” con riconoscenza e rispetto. (A.R.)

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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