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Metro C tra sperperi e lavori infiniti

Il M5s chiede trasparenza con esposto a Corte Conti e intervento Cantone

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di Redazione | 2016-11-26 28/10/2014 ore 16:36
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:30)

Un esposto alla Corte dei conti e una richiesta di audizione al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone. Così i consiglieri Capitolini M5S “chiedono trasparenza non solo sui costi ma anche sugli atti relativi alla esecuzione dei lavori per la costruzione della Metro C, al fine di individuare le responsabilità”. 

 

“Sono molti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda che riguarda i lavori per la costruzione della nuova linea ‘C’ della Metropolitana. Ma la cifra emergente è una sola: il protrarsi dei lavori, le innumerevoli varianti di progetto, un contenzioso ancora pendente e l’ineluttabile aggravio dei costi a carico di tutti i cittadini. Per questi motivi il M5S, che dal giorno dell’insediamento in Campidoglio ha svolto una incessante attività ispettiva attraverso numerose interrogazioni al riguardo, l’ultima delle quali il 2 luglio 2014, rinnova la richiesta al sindaco ed alla Giunta di presentare tutti gli atti amministrativi e processuali che sono stati prodotti in questa complessa vicenda per individuare i responsabili di un tale spreco di denaro pubblico”, dicono in una nota Marcello De Vito, Daniele Frongia, Virginia Raggi, Enrico Stèfano, Consiglieri Capitolini M5S. 

 

“I consiglieri M5S – prosegue la nota – chiedono che sia verificata la contabilità delle opere eseguite ed i lavori effettivamente pagati, chiedono di sapere quali siano state le verifiche tecniche effettuate nel contenzioso tra Roma Metropolitane S.r.l. e la società consortile Metro C, se si ritiene che le 45 varianti di progetto siano state approvate legittimamente da Roma Metropolitane e cioè se tali varianti non presupponessero un atto di approvazione del Consiglio Comunale, chiedono di sapere i nomi ed i compensi di tutte le commissioni ed i collegi creati per gestire e fronteggiare il contenzioso, ancora chiedono di chiarire il ruolo dell’Avvocatura comunale che ha espresso pareri non esaustivi quando chiamata in causa per dirimere le questioni contrattuali, ed infine se si intende proporre azione di responsabilità nei confronti dei vertici di Roma Metropolitane S.r.l.”. 

 

Sotto la lente di ingrandimento i consiglieri capitolini del M5S hanno posto l’accordo del 9 settembre 2013 che ha ridefinito le obbligazioni del contraente generale – società Metro C – limitandole alla sola esecuzione dei lavori, ha prorogato i termini per l’ennesima volta e, soprattutto, ha anche previsto il pagamento di ulteriori 90 milioni di Euro per le richieste di Metro C. Secondo il M5S di Roma si potrebbe ravvisare un potenziale danno erariale. “È per questo che ci siamo rivolti alla Procura chiamata a verificare che ‘in relazione all’accordo del 9.9.2013 sia o meno prefigurabile a carico dei vertici della società Roma Metropolitane, del Sindaco Marino, dell’Assessore Improta, dell’Avvocatura, qualsivoglia responsabilità amministrativa e/o per danno erariale”. (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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