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Tridente pedonale: “Perché non fare una ciclabile sul Tevere?”

Lo ri-propone Marevivo con il Centro Ricerche Citera della Sapienza

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di Redazione | 2016-11-26 29/10/2014 ore 10:01
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:30)

 

Il Tridente pedonale è cosa fatta, da lunedì 20 ottobre l’area interdetta alle quattro e alle due ruote è più ampia. Mentre si alzavano i toni della protesta e si diffondeva l’allarmismo per le ripercussioni sociali ed economiche della scelta, l’associazione Marevivo tirava di nuovo fuori dal cassetto un progetto che già da tempo era nella sua lista dei suoi desideri, rivolgendo una domanda diretta al Sindaco Marino: “Caro Sindaco, perché non fare la pista ciclabile, energeticamente autosufficiente, sul Tevere?”. Domanda pertinente, visto che di romani che scelgono le due ruote per gli spostamenti quotidiani se ne vedono sempre di più tra le strade del Centro, e non solo. E con l’ampliamento delle aree interdette ai motori, il loro numero è destinato ad aumentare. Il Comune di Roma punta ad un cambio di abitudini dei cittadini, caldamente invitati a lasciare a casa la propria auto, ma c’è bisogno di tutti quei dispositivi utili a rendere la dissuasione veramente vincente e convincente. Tra le tante possibili piste ciclabili, Marevivo ci ricorda che la prima, quella che attraversa tutta la Capitale in pianura (dato non secondario) è proprio la pista che coincide con il tragitto del Tevere. Ecco perché con il Centro Ricerche CITERA della Sapienza, Marevivo coglie il momento per portare, nuovamente, all’attenzione del Campidoglio l’idea progettuale di un’opera che attraverso la sostituzione dei vecchi e pesanti parapetti con delle ringhiere consentirebbero di riappropriarsi della vista sul Tevere. Creando al contempo delle “terrazze attrezzate”, autosufficienti anche da un punto di vista energetico, dove sarà possibile ricaricare le bici elettriche con il fotovoltaico. “Sappiamo molto bene quanto sia difficile, se non impossibile, muoversi lungo il Tevere, avendo la sede nazionale dell’Associazione situata su un barcone ormeggiato a Scalo de Pinedo – spiega la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni -. Realizzare per i cittadini, giovani e anziani, dei percorsi protetti indurrebbe molti a lasciare l’auto per le due ruote, farebbe bene alla salute, alla vivibilità della città, favorirebbe anche incontri e amicizie inaspettate: in poche parole, promuoverebbe una vita a dimensione dell’uomo”. Il progetto è firmato da Livio De Santoli, professore ordinario della facoltà di architettura Valle Giulia dell’Università La Sapienza che aggiunge: “È un programma che coniuga energia e ambiente e finalmente ci ricorda che Roma Capitale ha un piano per l’energia sostenibile, cosa ormai caduta nel dimenticatoio”.  (r.p.) 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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