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Colosseo: Franceschini, restituiamogli l'arena dei gladiatori

Il Mibac sposa l'idea dell'archeologo Manacorda, ma le polemiche sono in agguato

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di Redazione | 2016-11-26 3/11/2014 ore 14:26
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:31)

“L’idea dell’archeologo Manacorda di restituire al Colosseo la sua arena mi piace molto. Basta un po’ di coraggio”. Con questo tweet il ministro per i Beni culturali e Turismo Dario Franceschini sposa l’idea dell’archeologo Daniele Manacorda, professore di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre, che sulla rivista Archeo del mese di luglio propone di ricoprire i sotterranei ‘scoperchiati’ nell’ultimo secolo riportando l’Anfiteatro Flavio a come era fino alla fine dell’800.

Secondo l’archeologo, le immagini ottocentesche ritraggono il Colosseo “con la sua bella arena viva perché calpestabile, e quindi privatamente o pubblicamente usabile e usata”. Progressivamente, “tra il XIX e il XX secolo, l’arena è stata progressivamente scoperchiata, l’invaso del monumento è stato scavato attraverso una complicata sequela di vicende, i suoi sotterranei sono stati messi a nudo: un’infinità di dati archeologici sono andati perduti, ma tanti altri dati- a mano a mano che l’archeologia irrobustiva i suoi metodi – sono stati raccolti, sicché oggi i sotterranei del Colosseo sono una fonte ancora inesaurita di ‘racconti'”.

Tuttavia, riflette Manacorda, “per definizione un sotterraneo è qualcosa che sta ‘sotto terra’; è nato, è stato creato per stare sotto terra: è questa la sua condizione esistenziale. Perché i sotterranei del Colosseo stanno a pancia all’aria sotto il sole e non sono tornati là dove dovevano stare? O meglio: perché non è tornata su di loro quella coltre necessaria e antica dell’arena, appunto, che oltre a dar loro la dovuta protezione, gli avrebbe dato anche quel che adesso gli manca, cioè un senso?”.

“Al Colosseo – insiste lo studioso – nel secolo appena trascorso, qualcuno ha ritenuto di dover togliere la sua arena, cioè il suo vestito, magari un po’ lacero, che gli consentiva però di mostrarsi al mondo con dignità”. La restituzione dell’Arena “gli permetterebbe di tornare ad essere, carico di anni, un luogo che accoglie non il semplice rito banalizzante della visita del turismo massificato, ma un luogo che, nella sua cornice unica al mondo, ospita -nelle forme tecnicamente compatibili – ogni possibile evento della vita contemporanea”.

Un progetto che ha già incassato l’approvazione del Mibac (Franceschini sul social ha postato anche delle immagini dell’archivio Alinari che mostrano l’interno del Colosseo oggi e poco più di un secolo fa) e dell’Associazione nazionale archeologi ma che si appresta ad innsescare una nuova ondata di polemiche sugli ostacoli burocratici ed economici e sulle priorità da mettere in campo per la valorizzazione del patrimonio culturale del Paese. Il Giornale.it, per esempio, riporta le parole sfavorevoli dell’archeologo Salvatore Settis che ha replicato al ministro: «Questo è un momento drammatico per la tutela del patrimonio: lo Sblocca-Italia contiene norme devastanti, e intanto la funzionalità del ministero cala di continuo per mancanza di fondi… Non credo che l’eventuale restituzione dell’arena del Colosseo sia una priorità… anche perché dettata da un’ipotesi di riuso per l’ intrattenimento». E dello storico dell’arte Tomaso Montanari, secondo il quale, l’idea sarebbe “povera, banale e banalizzante”. gc

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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