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Le proteste degli studenti: Righi occupato

Ondata di mobilitazioni contro il piano ''Buona scuola'' di Renzi

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di Redazione | 2016-11-26 1/12/2014 ore 12:40
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:32)

Dopo il Tasso, e il Machiavelli anche il liceo scientifico Righi si aggiunge all’elenco delle scuole romane in mobilitazione contro il piano “Buona scuola” del governo Renzi. In vista dello sciopero generale del 12 dicembre è stato occupato oggi dagli studenti anche lo storico Virgilio. Nei giorni scorsi occupazioni e assemblee si sono registrate in una ventina di istituti della Capitale, in particolare in periferia.

“Venerdì 28 Novembre 2014 noi studenti del Righi ci siamo ripresi i nostri spazi occupando la sede di via Campania. In questi mesi abbiamo rivendicato i nostri diritti e urlato il nostro dissenso in piazza il 10 Ottobre e il 14 Novembre, contro la Buona Scuola e il Jobs Act del Governo Renzi – si legge in un comunicato diffuso dagli studenti del liceo Righi – La ‘Buona scuola’ non risponde alle esigenze di un sistema scolastico, frantumato e distrutto dai tagli (8,5Miliardi) dei ministri Gelmini e Moratti. Ad oggi contributo volontario, caro libri, caro trasporti gravano pesantemente sulle tasche delle famiglie, soprattutto di quelle in maggior difficoltà, non garantendo un’accessibilità gratuita al diritto allo studio, ai saperi e alla cultura. La riforma attraverso l’introduzione di capitali privati all’interno degli Istituti, mina alle fondamenta la necessità di garantire una scuola di qualità, uguale in qualsiasi contesto sociale e culturale”.

“Oltre alla gestione degli introiti privati, il dirigente scolastico formerà un Nucleo di Valutazione atto a giudicare i docenti secondo dei criteri ‘meritocratici’, che si baseranno su attività extracurriculari non retribuite e non sulla qualità dell’insegnamento. La Riforma elimina la democraticità e la collegialità, accentrando il potere nella figura del Dirigente Scolastico.  Ciò impedisce dialogo e dibattito tra tutte le componenti della Scuola. Riappropriandoci dei nostri spazi non stiamo solo protestando contro l’ennesima riforma che non tocca le reali esigenze del sistema scolastico, ma proponiamo un modello di scuola complementare alla didattica ordinaria, basato sulla partecipazione democratica e attiva, su modelli di socialità e di confronto che partano dal basso e che costituiscano una comunità frenetica, cosciente, orizzontale e aperta. Inoltre lottiamo affinché temi fondamentali come la disoccupazione, l’ emergenza abitativa e la tutela del territorio non siano ignorati. Noi crediamo che il “Jobs Act” e la sua volontà esplicita di precarizzare interamente il mondo del lavoro, non sia altro che un’opera di sfruttamento e cancellazione di diritti, in nome della produttività”, affermano i ragazzi.

“Stiamo organizzando corsi e dibattiti sui temi più vicini alla protesta e agli studenti, ristruttureremo le aule dell’Istituto. Con questa occupazione abbiamo aperto un dibattito pubblico e orizzontale tra gli studenti, dove individueremo i punti critici del sistema scolastico e la loro possibile soluzione. Il governo aveva lanciato negli ultimi mesi delle consultazioni di facciata, online e a crocette, a cui abbiamo partecipato, rendendoci conto immediatamente della loro inutilità. Ha invece mostrato indifferenza verso le critiche provenienti dalle piazze e dagli istituti. Le consultazioni sono finite il 15 Novembre e noi insieme a tutti gli studenti medi romani vogliamo rivendicare che le consultazioni sono nelle scuole, sono con chi i disagi li vive quotidianamente sulla propria pelle, e vogliamo lanciare forte e chiaro il messaggio: LE VERE CONSULTAZIONI INIZIANO ORA”, dichiarano. (g.c.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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