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Il coraggio delle piccole case editrici tra ostacoli e sogni

Intervista alla Caravan Edizioni che ha partecipato a Più libri più liberi

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di Redazione | 2016-11-26 9/12/2014 ore 9:40
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:33)

Si è conclusa ieri “Più libri più liberi”, la tredicesima edizione dedicata alla piccola e media editoria che si è svolta al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. La libertà di espressione è legata alla libertà di fare editoria indipendente: elemento propulsore di un settore che sta affrontando con grande coraggio mille difficoltà. Tra le più coraggiose alcune piccole case editrici. Radiocolonna ha scelto di intervistare una di queste per capire meglio da vicino cosa significa una manifestazione di tale portata (400 editori, oltre 300 eventi in 5 giorni di esposizione) e che lavoro svolgono ogni giorno i piccoli editori.

Quando è nata Caravan Edizioni e di che cosa si occupa…

Caravan Edizioni è nata nel 2010, come si intuisce dal nome, ci piace viaggiare alla scoperta di nuovi orizzonti, visitare il mondo attraverso le sue storie. Viaggiamo soprattutto alla volta del Sud America, andando a scoprire la narrativa delle nuove generazioni: pubblichiamo giovani scrittori ispanofoni e lusofoni non ancora tradotti all’estero ma già affermati in patria: Iosi Havilio, Diego Zúñiga, Mariana Enriquez, Daniel Krupa, per dirne alcuni. Ci occupiamo anche di diritti: al momento stiamo lavorando a una collana dedicata ai testi fondamentali del pensiero femminile occidentale. Si tratta di testi essenziali con un minimo apparato introduttivo, perché possano essere diffondibili e fruibili. Per ora abbiamo pubblicato La dichiarazione della donna e della cittadina di Olympe de Gouges, straordinaria e fondamentale figura della Rivoluzione francese completamente sparita dai libri di storia, La Dichiarazione dei sentimenti di Stanton e Mott, scritta sulla falsariga della Dichiarazione d’indipendenza americana, per il suffragio universale e l’abolizione della schiavitù, e la Rivendicazione dei diritti della donna di Mary Wollstonecraft, un’illuminante pensatrice di fine settecento, madre della scrittrice Mary Shelley. Tra poco uscirà L’opuscolo alle fanciulle di Anna Maria Mozzoni, figura centrale della vita politica italiana nella seconda metà dell’ottocento.

Chi fa parte di questo progetto e come è nata l’idea?

Caravan Edizioni attualmente è composta da tre persone più una. Quattro anni fa l’idea ci venne perché amavamo – e amiamo – il libro, come oggetto di trasmissione, come veicolo fuori dal tempo che porta con sé storie e significati. E volevamo dire nostra.

Quante difficoltà avete incontrato sul vostro cammino?

Innegabile che qualche difficoltà ci sia stata, dalle consuete complicanze amministrative che incontra qualunque nuova società, al confronto con la crisi che colpisce il mercato editoriale e librario, con i grandi gruppi che fagocitano tutta la piazza. Come tutti i nuovi progetti, all’inizio, le idee sono tante e sono proporzionali al caos, si tratta poi di fare ordine, capire la propria strada e mettersi a percorrerla, creare dunque un progetto editoriale serio e appetibile.

Che importanza riveste per voi questa manifestazione?

Più Libri Più Liberi ha molta importanza per noi soprattutto viste le nostre dimensioni, come ogni incontro serve ad accrescerci e ad avere coscienza di noi. Una manifestazione che ci permette di intervenire direttamente con il lettore, parlandoci, incontrandolo. La fiera della piccola e media editoria è molto importante, perché…Parliamoci chiaramente: nelle librerie le pubblicazioni dei grandi editori hanno il monopolio, per noi piccoli è difficile farci vedere ma è altrettanto vero, va detto, che sono molti i librai che con attenzione e cura cercano di darci visibilità. Sicuramente venire in fiera è una bellissima occasione per raccontare il nostro lavoro e i nostri libri in prima persona; girando per gli stand si possono incontrare gli editori, i traduttori, gli editor, gli addetti all’ufficio stampa e gli autori, conoscendo così non solo le realtà che faticano a svettare in libreria ma addirittura scoprendo ciò che c’è dietro le quinte.

Vi sentite supportati dalle istituzioni?

Che domanda difficile… Se ci chiedi se si può fare di più la risposta è indubbiamente sì. In un periodo di crisi si taglia, si taglia, si taglia e la cultura è la prima a risentirne. Servirebbero maggiori investimenti e sicuramente più attenzione, ma è un problema che oggi condividiamo con molte realtà.

Cosa vorreste che cambiasse e cosa vi aspettate o sognate per il futuro?

Ci auguriamo e lavoreremo per segnare ancora di più il nostro percorso, definirlo e fare del nostro un progetto forte e riconoscibile. Sogniamo di portare questo Caravan su tante strade e far salire a bordo persone che hanno storie da raccontare.

Parlateci del vostro ultimo progetto, Traviesa.

Traviesa è un collettivo di scrittori ispanofoni nato nel 2012, ha subito creato un’inedita rete di scambi e confronto tra Argentina, Cile, Uruguay, Guatemala, Bolivia, Messico, Colombia, Cuba, Perù e Spagna. Il collettivo edita trimestralmente un’antologia a tema, pubblicata come ebook in versione spagnola e inglese: ogni numero presenta quattro racconti più l’introduzione di un quinto scrittore. Il tutto è documentato da un blog (www.mastraviesa.com) continuamente aggiornato, denso di notizie, interviste, articoli e biografie. Noi di Caravan Edizioni ci poniamo come mediatori di quest’esperienza, realizzando la versione italiana delle antologie. Abbiamo iniziato con “Messia”, antologia nella quale Álvaro Bisama, Carlos Yushimito, Giovanna Rivero e Luciano Lamberti affrontano il tema della religione, del paganesimo e del fanatismo. “Quattro storie sintomatiche del momento storico che viviamo”, dice Liliana Colanzi nello splendido prologo, e prosegue: “è come se il fallimento neoliberista non avesse soltanto dato luogo alla rinascita del populismo in politica, al fascino esercitato dalle figure carismatiche, dai grandi uomini messianici, ma avesse finito per rivitalizzare l’elemento religioso in tutto il continente”. (g.c.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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