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Letizia Drums, viaggio intorno al ritmo tra solidarietà e musica

Intervista a Mauro d'Alessandro: ora diffondere la mission della Onlus BATTITI!

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di Redazione | 2016-11-26 16/12/2014 ore 10:42
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:33)

Metti la musica, aggiungi l’amore e il rispetto per l’altro e supera ogni tipo di barriera e preconcetto. Quello che troverai è un progetto nobile nato nel 2010 dal laboratorio musicale della comunità terapeutica riabilitativa psichiatrica “Villa Letizia” di Roma, che punta a utilizzare la musica come strumento terapeutico e mezzo di comunicazione. Come un’esplosione di energia da quel laboratorio è scaturito il gruppo “Letizia Drums”, band che da tempo è invitata a suonare dal vivo sul territorio romano a feste e a festival nazionali, come il festival nazionale delle comunità italiane o il festival psychiatric band, e in dirette televisive (Il gran carnevale romano, Roma1). Ma ascoltiamo più da vicino gli obiettivi, i sogni e le aspirazioni di questi ragazzi. Radiocolonna ha intervistato Mauro d’Alessandro, docente di propedeutica musicale presso “La Fonderia Delle Arti” e curatore del progetto musicale ”Letizia Drums”.

 

1) Come è nata l’idea di creare questo progetto e a cosa puntate?

“E’ da molto tempo che ho il desiderio di creare progetti, dove le persone possano stare bene attraverso la musica. Cinque anni fa durante una cena, una persona mi segnalò la possibilità di intraprendere un laboratorio musicale presso una comunità di riabilitazione psichiatrica, una realtà per me completamente sconosciuto. In precedenza avevo fatto diversi progetti in contesti difficili: centri diurni per diversamente abili,  ragazzi stranieri a rischio, carcere minorile, in ex Jugoslavia subito dopo la fine della guerra, nella Repubblica Democratica del Congo, con non vedenti, ma mai in un contesto psichiatrico. La curiosità mi spinse rapidamente a conoscere  la comunità “Villa Letizia”, dove conobbi Il direttore sanitario Santo Rullo per organizzare e realizzare un laboratorio musicale per gli ospiti (pazienti) della comunità”, racconta d’Alessandro.
 
2) “ …da soli si fa prima, insieme si va lontano”..che significa per il ‘popolo’ di Letizia Drums fare musica e esprimersi con libertà?

“Credo che in questo momento abbiamo tutti bisogno più che mai di unirci e non separarci. Questa frase è un detto africano e significa semplicemente di non separarci, ma unirci nella volontà del fare, per valorizzare le differenze come un valore aggiunto. Dunque, a me insegna a vedere, a comprendere e a valorizzare ciò che ognuno di noi è, ciò che vuole e può dare, mettendo da parte l’effimera importanza del giudizio. I Letizia Drums sono il contesto giusto dove imparare tutto ciò, e diffonderlo attraverso la musica, per sentirsi liberi”, dichiara.
 
3) Chi lavora a questo progetto? Vi sentite sostenuti dalla comunità? E dalle istituzioni?

“L’equipe è così formata: ci sono io in qualità di Direttore – spiega ancora Mauro D’Alessandro – poi c’è il Tecnico della riabilitazione, la Dott.ssa Maria Cristina Aruffo; la Direzione Scientifica è affidata al Dott. Santo Rullo; la Consulenza Scientifica alla Dott.ssa Anna Di Fazio; il Coordinatore tirocinanti è il Dott. Andrea Sampalmieri; il Responsabile tecnico montaggio è Daniele. Partecipano e hanno partecipato tra pazienti, operatori, tirocinanti, musicisti e volontari: Alice, Antonio, Emiliano, Giulia, Fabio, Alessandro, Francesca, Suor Cristina, Cristina, Liborio, Tiziana, Alessandra, Silvia, Andrea, Teresa, Sara, Annamaria, Giuseppe, Florin, Yuri, Michela, Giorgio, Jherson, Mario, Paolo, Maria Soela, Gioconda, Carmine, Eleonora, Erika, Ruggero, Monica, Fabiana, Laura”.

 

“Devo riconoscere che dal primo giorno di laboratorio, ho ricevuto una buona accoglienza da parte di tutte le persone della comunità, tale da farmi sentire subito a mio agio. Gli ospiti della comunità nella prima fase, che fu quella di propedeutica musicale, si mostrarono subito partecipativi e contenti di frequentare il laboratorio. Dopo qualche mese il laboratorio passò alla fase successiva. Laboratorio musicale di percussione, che stimolò in un primo momento la curiosità, poi la partecipazione attiva anche di qualche operatore della comunità, passando così alla fase seguente: Laboratorio musicale integrato. E poi dal laboratorio al gruppo musicale: “Letizia “Drums”. Col passar del tempo l’entusiasmo si propagò anche ai tirocinanti di psicologia presenti nella struttura e ai tirocinanti di altre facoltà esterni alla comunità. Arrivarono anche volontari, amici, musicisti, curiosi, suore francescane, trasformando la comunità in un luogo di piacere, una sala prove. Le melodie delle chitarre, della tromba, del violino, del basso, della dj, della tastiera e del flauto hanno contribuito all’arricchimento di un repertorio musicale originale, portando il gruppo fuori dalla comunità, come testimonianza che la musica può nascere dall’entusiasmo, dalla passione e dalla voglia di imparare a fare musica per sentirsi liberi. Indipendentemente dal disagio presente a volte nelle persone”, precisa.

 

“Oggi nella comunità si portano avanti due progetti. Propedeutica musicale per i nuovi ospiti e il gruppo dei Letizia Drums. Dall’inizio del 2014 ci siamo esibiti in circa venti occasioni, siamo circa 25 persone e la strumentazione è diventata tanta, di conseguenza la macchina organizzativa è molto complessa tale da non poter essere più supportata solo dalla comunità. Per garantire la continuità e la crescita a questo meraviglioso progetto e non solo, a luglio insieme ad Anna Di Fazio, Psicoterapeutica e Cristina Arruffo tecnico della riabilitazione psichiatrica abbiamo fondato un’associazione ONLUS “Battiti!”. Con l’unione delle nostre diverse formazioni, esperienze e competenze vogliamo condividere l’obiettivo di favorire la promozione del benessere individuale e psico-sociale utilizzando, a tal fine, come strumenti principali di intervento la musica ed il movimento corporeo”, continua d’Alessandro.

 

“Alle isituzioni chiediamo l’assegnazione di uno spazio con lo scopo di poter svolgere tutte le attività che con la nostra associazione Onlus pensiamo e desideriamo svolgere”, afferma.

 

4) A quali progressi state assistendo, più che personali intendo ‘sociali’?

“Attualmente siamo patrocinati dal XII municipio e stiamo lavorando per realizzare un progetto di “diversità e inclusione sociale” nelle scuole pubbliche”, rivela.

 

6) Progetti futuri?

“Diffondere la mission della nostra Onlus BATTITI!. Associazione nata dalla collaborazione e dall’esperienza di professionisti con formazione e competenze diverse che condividono l’obiettivo di favorire la promozione del benessere individuale e psico-sociale utilizzando, a tal fine, come strumenti principali di intervento la musica ed il movimento corporeo. L’Associazione ha come scopo lo svolgimento di attività in ambito socio-sanitario e sociale con specifico riferimento ai settori dell’educazione e della didattica, della riabilitazione e reinserimento di soggetti in condizioni di disagio o a rischio”, conclude Mauro d’Alessandro. (g.c.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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