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Roma Capitale delle buche

Partito il piano anti-colabrodo per la manutenzione stradale. Ma basterà?

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di Redazione | 2016-11-26 9/02/2015 ore 11:10
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:36)

Sono bastati alcuni giorni di pioggia e il manto stradale della Capitale ha svelato come ‘per magia’ la sua vera natura: una miriade di buche e semi-voragini (tra sanpietrini dismessi, terriccio, fango e asfalto sbriciolato) sono ritornate a minacciare la sicurezza di automobilisti e cittadini che ormai stanno sempre più imparando l’arte dello slalom sia su strada che sui marciapiedi disastrati. Non importano gli appelli dei cittadini, delle associazioni che si battono per la sicurezza stradale o dei comitati di quartiere, da Roma Nord a Roma Sud, passando per le vie del Centro, sembra che la manutenzione del manto stradale sia uno di quei tabù al limite dell’inverosimile. Con la notizia uscita neanche una ventina di giorni fa nell’ambito di Mafia Capitale sulla lobby che controllava la riqualificazione delle strade (appalti assegnati senza gara quasi sempre alle stesse ditte dal 2010) quella di questi giorni sul programma del Comune di Roma sul nuovissimo Piano anti-buche viene percepita come una speranza labile. L’obiettivo del sindaco Marino è quello di risanare entro marzo il 5 per cento delle strade di grande viabilità – con un investimento di circa 6 milioni di euro per 250mila mq – e di arrivare al 15% entro l’estate. Certamente un passo in avanti che però inizia con fatica. I romani già sanno che dovranno armarsi di tutta la pazienza possibile perché con l’avvio del programma ‘anti-colabrodo’ dovranno affrontare un nuovo calvario: da ieri infatti sono stati aperti nuovi cantieri e molte strade non sono più percorribili. Il rifacimento del manto stadale sulla tangeziale est all’altezza della circonvallazione Salaria, per esempio, ha visto il primo incidente all’interno della galleria che ha mandato in tilt il traffico sin dalle prime ore della mattinata. Gli interventi, concordati con i municipi e le aziende di servizi, stanno partendo dalle periferie. Tra le strade interessate ai lavori, la Salaria-altezza Prati Fiscali, via Palmiro Togliatti-altezza A24, un tratto di via Nomentana, da via di Sant’Agnese in direzione Batteria Nomentana e un tratto subito dopo Piazza Sempione, via Casilina, via di Tor Bella Monaca, via Tiburtina e alcuni tratti del Lungotevere. Al centro saranno interessate via del Corso, via del Quirinale, via del Tritone e via del Circo Massimo. Inutile dire che al discorso della sicurezza sulle strade si affianca quello sul decoro e sul senso di civiltà: pensiamo solo ai disabili costretti a percorsi tortuosi in una continua gincana tra marciapiedi indegni di una capitale europea o alle mamme che ogni giorno devono individuare i percorsi più facili per far attraversare carrozzine e passeggini tra soste selvagge e voragini. Neanche fosse un percorso militare di sopravvivenza ci sono poi anziani e bambini che rischiano veramente di farsi male anche sotto casa. “Bisogna cambiare subito le ditte che finora si sono occupate della manutenzione delle strade di Roma”, afferma in una nota il coordinatore di Cantiere Democratico Stefano Pedica che aggiunge: “Chi ha tappato le buche in questi anni? Chi ha fatto diventare le strade di Roma come quelle di Beirut? L’emergenza maltempo ha messo in luce la superficialità di chi si è limitato a fare interventi di facciata, senza preoccuparsi di verificare se il sottosuolo presentava vuoti tali da formare sempre avvallamenti. La politica del “tappa la buca e basta” deve finire”, conclude. Ma aldilà degli spot, degli appelli e delle promesse. Cosa si può fare per migliorare questa situazione una volta per tutte? Roma resterà la Capitale delle buche? (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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