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Prostituzione: Marino, cambiare legge Merlin

Il sindaco di Roma scrive a Grasso e alla Boldrini: è emergenza

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di Redazione | 2016-11-26 12/02/2015 ore 10:24
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:36)

“Caro presidente Grasso, cara presidente Boldrini, in queste ore, a Roma e nel Paese, e’ ripreso il dibattito, mai sopito, su una diversa regolamentazione della prostituzione e sul suo impatto nella vita di tutti i cittadini e delle persone che la esercitano, spesso in una condizione di schiavitu’ e vittime di una tratta. Nella mia esperienza di Sindaco di Roma ho potuto personalmente verificare il fatto che la prostituzione di strada rappresenta per moltissime famiglie un’emergenza che richiede soluzioni non piu’ rinviabili”. Cosi’ il sindaco di Roma Ignazio Marino, in una lettera rivolta al presidente del Senato e alla presidente della Camera, pubblicata dal Corriere della Sera. “Piu’ volte mi sono trovato davanti a genitori o nonni che mi hanno posto questa domanda: ‘Cosa debbo dire alla mia bambina o al mio bambino davanti a questo spettacolo?’. Credo che chi governa una citta’ – prosegue il primo cittadino della Capitale nella lettera – , cosi’ come chi e’ chiamato a scrivere le leggi, debba tenere conto di una simile richiesta. So bene come la questione sia delicata e abbia al suo interno temi complessi, quali l’immigrazione di necessita’ e la tratta di donne e uomini, considerati merci e vittime di intollerabili crimini contro l’umanita’. Ma questa complessita’ non puo’ indurci a chiudere gli occhi. Tutta la questione e’ regolata da una legge che ha oltre sessant’anni, una legge straordinariamente moderna e civile per l’Italia dell’epoca, ma che allora non poteva certo tener conto dell’evoluzione dei fenomeni sociali, dei mutamenti nella sensibilita’ e nel costume, delle problematiche legate a quelle che qualcuno definisce di ‘decoro’, ma che, a mio parere, riguardano la qualita’ e la dignita’ stessa della vita di ciascuno di noi, individualmente e come parte di una comunita’”. “Altre amministrazioni, gia’ da molti anni, hanno individuato aree del proprio territorio dove incrementare l’attivita’ di contrasto e contemporaneamente altre aree dove, invece – spiega Marino – , concentrare l’attivita’ di assistenza e di liberazione dalla schiavitu’ e dallo sfruttamento. Insieme alla Giunta Capitolina, usando gli strumenti e le esperienze di altri Comuni, sto riflettendo su soluzioni che partendo dal punto di vista delle vittime, garantendo l’autodeterminazione delle persone coinvolte, puntino a ridurre il danno e su possibili, concrete risposte che i cittadini attendono da lungo tempo. Per procedere in tal senso e’ fondamentale agire tutti insieme: Istituzioni, Forze dell’ordine, societa’ civile, laica e religiosa. Sono del tutto consapevole che, per affrontare e risolvere questi problemi, e’ necessaria una legge articolata, capace di combattere l’ignobile tratta e di regolamentare il modo in cui questa attivita’, quando e’ volontaria, possa svolgersi senza produrre una situazione di tensione e di allarme sociale. Alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica vi sono diversi disegni di legge su questo tema. Spero possano trovare una calendarizzazione e auspico anche che – sottolinea il sindaco di Roma – possano essere discussi in un sereno dibattito parlamentare, senza posizioni preconcette e ideologiche, tenendo anche conto delle esperienze e delle reali difficolta’ che i Comuni sono chiamati a fronteggiare. E’ necessario infatti che il Parlamento affronti con la stesso senso di urgenza percepito dai cittadini e dalle Istituzioni di prossimita’, il tema della prostituzione anche a partire dalle positive esperienze sperimentate a livello locale e confrontandosi con tutte le parti in causa, sgombrando il campo da posizioni meramente ideologiche e adottando un approccio di ascolto e confronto costruttivo. A tal proposito, attendiamo la pronta emanazione del Piano nazionale contro la tratta che valorizzi e sostenga con le dovute risorse umane ed economiche le pratiche di intervento che si sono sviluppate negli ultimi 20. Mi auguro, gentili Presidenti – conclude la lettera – , che tutt’insieme, in base a cio’ che ci compete, sapremo individuare la maniera migliore per affrontare e risolvere la questione”. (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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