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Roma blindata: nel Salvini Day il vincitore è l’ordine pubblico

Casapound, leghisti e antifascisti in corteo

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di Redazione | 2016-11-26 1/03/2015 ore 14:09
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:37)

“Si, sabato a Piazza Vittorio ci sarà la sovrapposizione del corteo di Casapound con quello antagonista. L’allerta è massima”. E’giovedì mattina. Il telefono della Prefettura di Roma ha squillato a lungo prima che una voce maschile rispondesse con tono cordiale ma preoccupato. Nel Salvini Day la difesa dell’ordine pubblico è un rebus, un tabù che desta inquietudine sia per la recente ferita inferta dagli hooligans olandesi al cuore di Roma, sia per la scelta rischiosa di autorizzare la partenza del corteo di Casapound a poche ore di distanza di quello antagonista. Entrambi a Piazza Vittorio. Da un lato neofascisti che sfilano insieme a secessionisti pentiti, dall’altro vignettisti romani, NO TAV piemontesi, centri sociali e il consueto bailamme di adesioni della gauche intellettuale. Calderoni bollenti, miscele potenzialmente esplosive. Si teme che il famoso adagio “Ci rivedremo a Filippi” possa diventare “Ci rivedremo a Piazza Vittorio”. Con buona pace di Cesare, di nuove Barcacce da profanare o muri da imbrattare. Alle 11,30 Piazza Vittorio è blindatissima. Lo è ancor di più Via Napoleone III, sede di Casapound e punto di ritrovo del presidio che partirà alla volta di Piazza del Popolo. Nell’angolo con Via Gioberti due camionette dei Carabinieri consentono l’accesso solo a residenti e manifestanti; sul fronte di piazza Vittorio quattro blindati della Polizia sono preceduti da enormi barriere metalliche di contenimento che rendono la cifra di quanto l’allerta sia massima. I manifestanti sono un centinaio, forse duecento, quasi tutti giovani attivisti. La situazione appare sotto controllo. Ore 14,30. A Piazza Vittorio iniziano ad affluire colori, striscioni e camioncini con musica e speaker improvvisati. Sono i ragazzi di . Un’ affluenza rapida, numerosa, che consente al corteo di partire intorno alle 15,00 dopo aver riempito la piazza di bandiere rosse e di slogan contro i due bersagli prediletti, Matteo Salvini e Matteo Renzi. Alla testa del corteo ci sono le forze dell’ordine, oggi circa 4000 uomini impegnati nei tre fronti caldi, intenti a controllare con attenzione movimenti sospetti o improvvise fuoriuscite dei tanti manifestanti, orgogliosamente antifascisti e antileghisti, che hanno affollato l’Esquilino e che in corteo raggiungeranno Campo de’ Fiori. In contemporanea a Piazza del Popolo si celebra il ‘Salvini Day’, un abbraccio caloroso al leader leghista diventato di recente il nuovo punto di riferimento della destra italiana, da Fratelli d’Italia a Casapound. Migliaia di persone, un tripudio di slogan contro Renzi, Marino e la Fornero, vessilli verdi che sventolano nel cuore della Capitale insieme a gigantografie dei Marò e a qualche croce celtica. Ma in contemporanea si svolge anche un’altra sfida, questa volta a colpi di tweet e dichiarazioni a effetto. È la guerra sui social, annunciata sia dalla piazza leghista che da quella antifascista. La prima grazie all’attivismo ‘social’ del leader leghista ha lanciato  l’hashtag  , rilanciato costantemente su Twitter da Salvini e da molti altri simpatizzanti di destra che tuttavia non sono riusciti ad eguagliare il popolarissimo , leitmotiv e nome della contromanifestazione antileghista che  per ore ha occupato i primi posti della Top Trend, il termometro delle tendenze più ‘cinguettate’ su Twitter. L’allarmismo della vigilia sembra un ricordo lontano, una paura insensata memore della furia cieca, impunita, degli hooligans olandesi in occasione di Roma – Feyenoord. Un timore cancellato dal corso degli eventi e dal buonsenso di piazze avverse che hanno deciso di combattersi con astio e irrisione ma in un’insperata cornice di civiltà.  (G.d.S)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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