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Il giubileo di Francesco e la Roma di Ignazio

Otto mesi di tempo per preparare l’Anno della Misericordia

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di Redazione | 2016-11-26 14/03/2015 ore 18:47
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:38)

”Proporrò una gestione minimalista dell’evento senza sfarzi né grandiosità: come, conoscendolo, vorrebbe il papa”. Il sindaco Ignazio Marino, intervistato da ‘’La Repubblica’’, viene descritto euforico, sicuro che ‘’Roma sarà all’altezza’’, e speranzoso di ricevere dallo Stato risorse straordinarie. L’annuncio a sorpresa di Papa Francesco di un Giubileo straordinario dall’8 dicembre fino a novembre 2016 ha subito messo in moto le istituzioni. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti e il Sindaco Marino hanno già in programma la costituzione di una cabina di regia alla quale associare anche il Vaticano, per valutare gli interventi che saranno necessari. Papa Francesco, dedicando questo Giubileo straordinario alla Misericordia, vuole imprimere una forte accelerazione pastorale al suo Pontificato, che in un certo senso è ‘’unico’’ e sta cambiando la storia della Chiesa. Sarà invitabile, comunque, il confronto con il grande Giubileo del 2000 di Giovanni Paolo II,  anche se non ci si aspettano clamorosi impatti di folla.  Come avvenne per la Giornata Mondiale della Gioventù,  che il 20 agosto del 2000,  al Santuario dedicato alla Madonna a Tor Vergata, radunò oltre due milioni di cosiddetti ‘’Papaboys’’ , realizzando la più grande manifestazione di piazza degli ultimi vent’anni. Per accogliere i milioni di pellegrini di quel Giubileo,  Roma, con l’allora sindaco Francesco Rutelli,  visse alcuni anni di ferventi preparativi che interessarono grandi lavori per la ristrutturazione dell’accoglienza (alberghi,  ostelli,  campeggi ), i trasporti ( una nuova metropolitana) e altre opere pubbliche. Programmi pubblici e iniziative private ingaggiarono una sorta di competizione per garantire il successo del grande evento religioso. E Roma, consapevole della responsabilità storica e civile, si impegnò anche ad integrarlo con attività culturali e ricreative, dall’accesso facilitato ai musei e ad altre manifestazioni. Oggi rispetto ai 70 milioni di visitatori di quindici anni fa, se ne attendono 25 milioni, e probabilmente si cercheranno effetti più intimistici e meno spettacolari. Per la preparazione , da parte del Vaticano, dell’Amministrazione e dei privati, ci sono soltanto otto mesi! E i primi a lavorare a testa bassa saranno proprio Francesco ed Ignazio. Che avranno, oltre a tutto,  anche la responsabilità,  subito dopo l’Expo, di riportare  l’Italia e la Capitale, nuovamente al centro del mondo. (Cls) 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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