torna su
22/09/2020
22/09/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

La paura corre su Via Cristoforo Colombo

Vento, pioggia e alberi pericolanti. Miscela esplosiva per autisti e pedoni

Avatar
di Redazione | 2016-11-26 3/04/2015 ore 14:39
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:40)

E’ il 1 febbraio del 2009. Siamo su Via Cristoforo Colombo, altezza Via Cilicia. Il medico Daniele Innocenzi è in sella alla sua moto quando un grosso ramo cade da un pino e lo colpisce in corsa uccidendolo. Aveva 54 anni, dodici in più rispetto a Gianni Daniele, il centauro dell’Infernetto colpito e ucciso sul colpo da una caduta analoga, altezza Decima – Malafede. Sempre su Via Cristoforo Colombo. Tante, troppe fatalità per una delle direttrici più importanti di Roma. Dalle Mura Aureliane sino al mare la strada è stata ornata di arbusti, una scelta estetica che non è coincisa con una messa in sicurezza accettabile della carreggiata. Vento, pioggia e alberi pericolanti. Una miscela esplosiva che andrebbe combattuta con la manutenzione e la prevenzione ma che spesso viene affrontata con un fatalismo dilettantistico. Ultimo fatto di cronaca la scorsa settimana, dove il vento – che a Ostia ha raggiunto gli 80 km/h – ha abbattuto alberi e rami in tutta Roma. Anche Via Cristoforo Colombo ha subito cadute e qualche disagio ma questa volta senza conseguenze su veicoli e persone. Tuttavia la questione dei rami pericolanti è una spia di un problema più ampio che riguarda la gestione del verde e delle strade interne che costeggiano la Via. Sul lato opposto rispetto alla Circonvallazione Ostiense ci sono rovi e sterpaglie che spesso esondano la pista ciclabile. Il manto erboso che scende, a picco, verso la ferrovia sottostante è ricoperto di spazzatura di ogni genere, in prevalenza cartoni di vino ma anche materassi e indumenti abbandonati. Prima di Piazza dei Navigatori, direzione Ostia, le panchine dei marciapiedi sono tutte inagibili, impossibile trovarne una in cui sedersi, contornate qua e la da rami accatastati, parabrezza, tronchi segati. Ancor più sconcertante è la situazione sul tratto opposto della piazza, quello che taglia Via delle Sette Chiese e arriva alla Regione Lazio. Marciapiedi distrutti, crateri sul manto stradale e, dulcis in fundo, alberi e rami impediscono il transito sia sul marciapiede che sulla pista ciclabile. Sulla via del ritorno, cento metri prima delle mura in direzione centro, si scorge una piccola lapide che costeggia la corsia centrale. E’ un ricordo di Daniele Innocenzi, custodito all’ombra di un ulivo.  (gds)

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
23707 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014