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AMA, il futuro dell’azienda nel post-Panzironi (e Cerroni)

Fortini: Roma non sarà più ostaggio di un gruppo oligarchico

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di Redazione | 2016-11-26 22/04/2015 ore 13:06
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:42)

9 gennaio 2014. L’imperatore dei rifiuti di Roma Manlio Cerroni viene arrestato nell’inchiesta sulla gestione della spazzatura laziale. “Fatti di inaudita gravità anche per le dirette implicazioni sulla politica di gestione dei rifiuti e per le ricadute negative sulla collettività” li ha definiti il GIP Massimo Battistini. 400 pagine di ordinanza che hanno portato all’arresto anche altre 6 persone tra cui funzionari, politici e imprenditori. Quattro filoni investigativi che hanno messo in luce una filiera monopolistica che ha ottenuto profitti milionari derivanti da una “situazione d’emergenza permanente” che ha consentito al ‘Supremo’ – soprannome di Cerroni – di operare con disinvoltura e spregiudicatezza nello mondo dello smaltimento dei rifiuti laziali. Scavi in profondità al di sotto dei limiti consentiti, deviazione ad hoc di falde acquifere e tonnellate di rifiuti destinati alla differenziata – ma mai trattati – accumulati nella discarica di Malagrotta al fine di trarne profitto. La produzione annua dei rifiuti a Roma è di circa 4500 tonnellate, tutte riversate a Malagrotta. Circa 44 milioni di euro l’anno il giro d’affari. Anni bui per lo smaltimento dei rifiuti laziali. Anni dominati da denunce inascoltate, appelli dell’Europa caduti nel vuoto riguardo un tema su cui – a volte – la politica è stata protagonista non in contrapposizione al malaffare ma dalla stessa parte della barricata. Un epilogo, quello di Malagrotta, coinciso con l’inchiesta di Mafia Capitale che ha portato all’arresto di Franco Panzironi. La Cassazione qualche settimana fa ha confermato il carcere per l’ex ad. di AMA, coinvolto anche nell’inchiesta di Parentopoli (841 assunzioni sospette tra il 2008 e il 2009) per il quale la procura ha chiesto 5 anni di reclusione. Storie giudiziarie parallele che devono portare l’AMA è riscattare la sua immagine e il suo lavoro in nome della legalità e dell’efficienza. E’ questo il senso dell’intervento del nuovo ad. di AMA Daniele Fortini a margine di una riunione con i sindacati. E l’annuncio che nei prossimi quattro anni 2.4 tonnellate di indifferenziata verranno trattate da chi vincerà un bando pubblico, oligopoli e cartelli devono essere un ricordo del passato. Un’iniziativa sugellata dallo ‘Sblocca Italia’ di Renzi che ha consentito lo smaltimento dei rifiuti anche in altri termovalorizzatori italiani. Un giro d’affari da oltre 250 milioni di euro che attirerà operatori qualificati che contenderanno a COLARI (consorzio che fa capo a Cerroni) una fetta di mercato che per anni non ha visto concorrenti ma solo ordinanze e contratti a trattativa privata. “Roma non sarà più ostaggio di un fornitore o di un gruppo oligarchico” ha garantito Fortini “perché da ora ci saranno solo contratti gestibili e trasparenti”. La partita è aperta, COLARI non ha un inceneritore e dovrà trovare alleati per aggiudicarsi il bando. Il nuovo corso di AMA è alle porte, ma Cerroni non molla. (GdS)

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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