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Giubileo e immigrazione,scontro Renzi – CEI su immobili religiosi

Braccio di ferro tra Governo e Santa Sede su esenzioni fiscali e accoglienza

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di Redazione | 2016-11-26 17/08/2015 ore 13:07
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:53)

“I miei colleghi mi hanno riferito l’esito di certi incontri dove alcuni istituti religiosi hanno fatto marcia indietro sull’accoglienza dei migranti perché vedono nel Giubileo maggiori possibilità di business (..) Ho detto di riferire a questi signori che di business ne faranno poco perché gli requisisco l’immobile.”.

Con queste parole – durissime – il prefetto di Roma ammoniva gli istituti religiosi romani sugli effetti di una mancata collaborazione durante l’Anno Santo. Erano i primi di Maggio, e le polemiche feroci fra Renzi e Marino prima e tra CEI e Governo poi, erano ancora un ricordo lontano. Comune, Governo, Vaticano. Un triangolo difficile che negli ultimi mesi ha visto forti attriti sulle competenze e le risorse giubilari fino a toccare – nell’ultima settimana – il tema rovente dell’accoglienza degli immigrati. Un triangolo messo a dura prova da un tris d’assi – Giubileo/Accoglienza/Esenzioni Fiscali – che da qui a dicembre rischia di incrinare ulteriormente i rapporti tra Palazzo Chigi e la Conferenza Episcopale Italiana. Nella Capitale la questione delle strutture ricettive verrà facilitato dalla riqualificazione di edifici esistenti e dall’accordo tra associazioni di categoria e organi della Santa Sede. Santa Maria della Pietà e la Nuova Fiera di Roma saranno due delle grandi strutture che aiuteranno l’accoglienza dei milioni di pellegrini che si riverseranno nella Capitale per tutto il 2016. Sull’altro fronte c’è un accordo stipulato tra la Federalberghi di Roma e l’Opera Romana Pellegrinaggi che garantirà un coordinamento tra arrivi e alloggi tramite convenzioni per i fedeli negli albeghi associati.

Più complessa la partita a livello nazionale. Il 12 agosto il segretario generale dell CEI, Nunzio Galantino, ha accusato il governo di essere ‘assente’ sul tema dell’immigrazione. Un affondo che ha portato in superficie la diffidenza reciproca che intercorre da tempo tra il governo Renzi e i piani alti vaticani. Un attrito che ha rispolverato – sul fronte mediatico – la vexata quaestio sulla tassazione delle strutture commerciali e alberghiere della Santa Sede. Così, all’indomani dell’attacco vescovile, il Corriere della Sera con Sergio Rizzo ha pubblicato il rapporto del Campidoglio che, rispondendo all’interrogazione del Radicale Magi, fa il punto sullo stato degli alberghi gestiti da religiosi a Roma. La relazione parla di 13.000 posti letto, circa ¼ del totale cittadino. Tra le strutture presenti in città, circa il 40% non paga l’IMU, una su tre evade la Tasi e sul fronte Tari c’è una confusione totale tra strutture censite e banche dati incomplete.

Una levata di scudi che pare più una risposta mediatica e governativa all’ingerenza di Nunzio Galantino, sulle capacità della politica di risolvere le questioni relative all’immigrazione, che uno spunto per far luce su un problema delicato. Una questione spesso denunciata in base agli umori del momento storico e politico e non alla reale volontà di porvi rimedio. (Gds)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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