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Per Marino-PD in difficoltà gestione di Roma e Giubileo

Si avvicina scadenza del 2 novembre per eventuale ritiro dimissioni

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di Redazione | 2016-11-26 28/10/2015 ore 7:54
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:59)

Aspettando Marino-Godot. La scadenza del 2 novembre (per l’eventuale ritiro delle dimissioni) si avvicina pericolosamente ed il sindaco di Roma, un giorno sì ed un altro pure, continua a tenere sulla corda il suo partito, il Pd, e la Capitale sulle sue decisioni, ovvero se mantenere o meno la sua decisione di rinunciare all’incarico di Primo cittadino dell’Urbe. Il fatto è che Ignazio Marino, convinto di uscire “pulito” dalla vicenda-scontrini, non vuole andarsene senza l’onore delle armi e senza un riconoscimento formale del Pd di aver ben amministrato la città. Invece Matteo Renzi (attualmente impegnato in missione nel Sudamerica – farà rientro a Roma nella giornata di giovedì), nella sua duplice veste di leader del Pd e di presidente del Consiglio, non vuole assolutamente dare alcun attestato di merito al sindaco per non essere coinvolto – e tanto meno difendere – i due anni di amministrazione del chirurgo-politico. Quindi, da quando Marino ha dato le dimissioni, è cominciato un tira e molla tra il sindaco ed il Pd che potrebbe avere risvolti politici e gestionali molto pesanti sia sulle prossime elezioni comunali  sia sullo svolgimento del Giubileo che a partire dal prossimo 8 dicembre coinvolgerà l’intera città per un anno. Infatti, se Marino dovesse ritornare sulle sue decisioni e chiedesse ufficialmente un chiarimento politico in sede di Consiglio comunale alle forze politiche, il Pd dovrebbe o presentare una mozione di sfiducia nei confronti del “suo” sindaco o far dimettere i suoi 19 rappresentanti in seno all’assemblea capitolina confidando che altri aderiscano a questa iniziativa per far decadere il consiglio. Le conseguenze sarebbero drammatiche per il Pd perché si evidenzierebbero le grandi lacerazioni del partito romano e potrebbe portare Marino a creare una propria lista alle elezioni con il forte rischio per il Partito Democratico di non arrivare nemmeno al ballottaggio. Le conseguenze negative però sarebbero ancora più gravi nell’immediato per la gestione del Giubileo oramai alle porte. Il mancato insediamento di una gestione commissariale (già pronta ad entrare in azione) ai primi di novembre con un Comune paralizzato da una grave crisi politica non permetterebbe di affrontare da subito quelli che sono ormai mali endemici della Capitale che si chiamano traffico, sporcizia, sicurezza. E questo quando la città sta per essere invasa, da qui ad un mese e per un intero anno, da milioni di pellegrini. Il duello Marino-Pd è quindi non solo un problema politico, ma soprattutto amministrativo. Roma non può permettersi una lunga paralisi. (Beppe Leone)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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