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Terrorismo e Giubileo, i ragazzi in mimetica a difesa di Roma

I presidi dei militari a Roma tra stazioni, monumenti, luoghi sensibili

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di Redazione | 2016-11-26 4/12/2015 ore 12:13
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:05)

La “lince” dell’esercito è parcheggiata in verticale, con il muso rivolto verso la fontana di Piazza Esedra.

Il Veicolo Tattico Leggero Multiruolo è solo uno dei mezzi messi in campo per presidiare Roma dopo i fatti parigini del 13 novembre. I piccoli SUV, blindati, usati in Afghanistan e brevettati dai russi accompagnano le operazioni di presidio di bersaglieri, alpini, paracadutisti – tutti giovanissimi – a pochi giorni dall’inizio dell’Anno Santo. Ci sono i bersaglieri di Santa Maria Maggiore, i paracadutisti di Termini ma anche gli Artiglieri, i Granatieri e i Lagunari. Presìdi permanenti nei luoghi simbolo di Roma, negli snodi ferroviari, nelle metropolitane e nei punti sensibili della Capitale, controllati a vista dalle forze dell’ordine e dallo sguardo severo degli AR7090.Eredi dell’Operazione Domino – post 11 settembre 2001 – e Strade Sicure del 2008, Roma oggi ha riscoperto l’importanza delle postazioni militari nei siti sensibili della città. Un feeling con la cittadinanza emerso grazie al compito di prevenzione e deterrenza delle postazioni mobili, dove i militari hanno la facoltà di agire con poteri di pubblica sicurezza. I numeri rendono l’idea sull’impatto dei ragazzi in mimetica nel comparto sicurezza attivo nella Capitale. Sono 1300 i militari assegnati a Roma prima dei fatti del 13 novembre, una cifra che oggi si attesta sui 2000 effettivi e che nei prossimi giorni potrebbe aumentare di altre unità. Un contributo quantitativo che si somma agli 11.694 poliziotti, 7.438 carabinieri e 4897 finanzieri e che – in termini di qualità e specificità operativa – “libera” Polizia, Carabinieri e GDF dalle postazioni fisse per valorizzarne la mobilità e il pronto intervento.Oggi Strade Sicure opera in tutte le aree sensibili del Paese, a Lampedusa, nei centri d’accoglienza, per il controllo della Terra dei Fuochi e in Val di Susa per il controllo dei cantieri dell’alta velocità.

 

Quello che all’epoca poteva apparire come un vezzo e una prebenda politica dell’ex Ministro La Russa, oggi si rivela strategico – e centrale – nel controllo della città e nella percezione dei suoi cittadini. Per il Giubileo e non solo. (Giacomo Di Stefano)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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