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Giubileo per i Romani, la rete sociale ignorata da Tronca e Renzi

Il collettivo di 42 associazioni: presidi anti-povertà e risorse per il sociale

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di Redazione | 2016-11-26 14/12/2015 ore 15:26
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:06)

Un coordinamento del mondo dell’associazionismo per captare e valorizzare tutte le potenzialità sociali del Giubileo della Misericordia.

È stato presentato questa mattina nella sede del CESV del Lazio il “Giubileo per i romani”, un cartello di 42 realtà attive nel sociale che vuole tradurre l’Anno Santo in dodici mesi di solidarietà e attenzioni speciali verso i soggetti in difficoltà. L’ARCI, le ACLI, il Centro Astalli, Cittadinanzattiva e il Forum del Terzo Settore sono solo alcune delle realtà coinvolte nell’iniziativa. “Il Giubileo è anche patrimonio di chi è nato a Roma, di chi ci soffre, di chi è arrivato da lontano – ha dichiarato in apertura Eugenio Decrescenzo dell’ AGCI – il mondo dell’associazionismo deve impostare un percorso comune e mettere da parte l’autoreferenzialità”. Il coordinamento “Giubileo per i Romani” ha stilato un programma in cinque punti per rendere più efficace l’azione del Terzo Settore nell’assistenza alla povertà e all’emarginazione. Tra questi c’è il riconoscimento ufficiale delle istituzioni nei confronti dell’iniziativa e dei soggetti partecipanti, l’attivazione di strutture pubbliche e private – biblioteche, teatri, centri culturali – dove insediare i presidi che renderanno possibile l’assistenza e il progetto – ambizioso – di creare una voce permanente nel bilancio di Roma che misuri il livello di benessere prodotto dalla associazioni nel tessuto cittadino. “Il prefetto Gabrielli è una persona in gamba, va nelle periferie ed è in prima linea là dove ci sono problemi – ha affermato Pino Galeota di Corviale Domani – quando invece abbiamo cercato di contattare Tronca, dallo staff hanno risposto ‘ma che volete i soldi?’ “. L’aneddoto raccontato da Galeota rende l’idea di quanto “le associazioni che stanno sul pezzo” vengano ritenute spesso una zavorra, ricettacoli di dinamiche poco trasparenti, una fama – preoccupante – deflagrata dopo lo scandalo di Mafia Capitale con il coinvolgimento diretto delle cooperative di Salvatore Buzzi. “Aprire le porte della solidarietà significa, in senso laico, illuminare con un faro alcune problematiche che vengono ignorate“ è stato il pensiero di Gianni Palumbo, portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio.

Un’idea condivisa anche da Galeota secondo cui “spesso nelle nostre battaglie sentiamo più vicino Papa Francesco rispetto a certe istituzioni..” (Giacomo Di Stefano)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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