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La CNA di Roma a tutto campo su Tronca e Anno Santo

A Radiocolonna il presidente della CNA romana Erino Colombi

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di Redazione | 2016-11-26 15/01/2016 ore 13:11
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:10)

“Come attirare il turismo italiano ed estero? Bisogna saper raccontare bene la città”.

E’ partita con questa riflessione l’analisi del presidente della CNA di Roma Erino Colombi sull’Anno Santo e sul futuro – economico e sociale – di Roma. Una prospettiva sul Giubileo in corso che la confederazione degli artigiani ha sempre definito “non spettacolare” perché “le grandi infrastrutture del 2000 sono sembrate sufficienti anche per quest’occasione. Secondo il presidente “il tema della misericordia trasposto nella gestione della città significa mettere a posto le cose ordinarie con la partecipazione dei cittadini”. Colombi è convinto che in questi anni sia mancata una ricerca della normalità che presupponesse un’attenzione, minima, verso le piccole imprese “penalizzate in un sistema caotico” e verso le periferie che rappresentano l’80% della popolazione cittadina. “In periferia la chiusura di centri culturali di aggregazione può avere effetti sociali negativi – ha dichiarato Colombi – oltre a mettere ordine bisognerebbe cercare di governare ascoltando gli umori della cittadinanza”. Un riferimento alla gestione commissariale di Francesco Paolo Tronca che il presidente auspica possa essere integrata da discussioni pubbliche e partecipate sul futuro di Roma come quella, organizzata tempo fa, da Francesco Rutelli. “Il sindaco di una grande città si dovrebbe comportare come un amministratore di condominio, non come un padrone – ha continuato – bisogna avere la pazienza e la capacità di ascoltare tutti e di risolvere i problemi ordinari della collettività”. Tra una citazione di Fabrizio De André e aneddoti su Lombardo Radice, Erino Colombi ha rivendicato il lavoro della sua associazione nell’apertura della categoria al digitale. FabLab e coworking sono le nuove frontiere digitali dell’artigianato che necessitano di essere valorizzate, spunti per nuove forme professionali che guardano al futuro grazie alla tecnologia. Un lavoro associativo che da anni affronta anche il tema drammatico della solitudine in cui si chiude l’artigiano quando vive situazioni di crisi economica o usura.

“Ci piacerebbe che le botteghe e i commercianti possano occuparsi del decoro delle strade in cui lavorano – è stato l’auspicio finale del presidente – una forma positiva di egoismo territoriale che può giovare a tutta la cittadinanza” (Giacomo Di Stefano)

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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