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Papa in Sinagoga. Comunità ebraica: religioni aiutino la pace

Ruth Dureghello: un incontro fondamentale

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di Redazione | 2016-11-26 16/01/2016 ore 10:33
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:10)

Il Papa nell’Anno della Misericordia vuole tornare a scoprire le radici ebraiche dei Cristiani. Un cammino iniziato da Giovanni Paolo II, proseguito da Benedetto XVI e che Francesco vuole rafforzare. E’ il senso della visita di Bergoglio nel pomeriggio alla Sinagoga di Roma, tra le più grandi d’Europa.

 

Il Papa, oltre a incontrare la comunità ebraica romana all’interno del Tempio Maggiore, si soffermerà anche nei giardini. Sosterà quindi davanti alla lapide che ricorda il 16 ottobre del 1943, quando le SS invasero il Ghetto, catturarono 1024 persone, tra cui 200 bambini, deportandoli nel campo di sterminio di Auschwitz. La seconda tappa sarà di fronte al monumento in memoria dell’attentato del 9 ottobre 1982, quando un commando di terroristi palestinesi uccise a colpi di mitra un piccolo di due anni, Stefano Taché, e ferirono in modo grave altre 37 persone tra cui molti bambini.

 

Un incontro fondamentale col Papa – dice Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica romana – Le religioni col loro contributo di valori, morale, etica, principi possono e devono emergere con i loro contributi positivi. Mi aspetto che questo cammino comune che oramai accomuna ebrei e cristiani diventi un esempio anche per le altre religioni, che in qualche modo anche il mondo musulmano contribuisca a un messaggio di riconciliazione”. Sull’antisemitismo in Italia, Dureghello dice che esso “è mosso spesso da tanta ignoranza. L’antisionismo è la forma più grave di antisemitismo e viene utilizzata per seminare attorno agli ebrei un odio davvero ingiustificato”.

 

Renzo Gattegna, presidente delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), sottolinea che con la visita di Francesco “si dà seguito con i fatti, non solo con le parole, allo spirito della nostra dichiarazione Nostra Aetate, che non è rimasta in un cassetto”. Il documento del Concilio Vaticano II, pubblicato nel 1965, ricordava “gli speciali doni riversati da Dio su Israele…” ed escludeva la responsabilità collettiva di Israele nella morte di Gesù, condannano di ogni forma di antisemitismo. (Alg)

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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