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Le vie del Giubileo che uniscono cristiani, ebrei e musulmani

Presentato il progetto del MiBACT: 20 percorsi culturali e religiosi

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di Redazione | 2016-11-26 29/03/2016 ore 15:32
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:19)

Cristianesimo, ebraismo e islam protagonisti di nuovi venti percorsi giubilari ‘a tema’. Una convergenza culturale e religiosa per combattere gli estremismi e rafforzare l’immagine storica di Roma come crocevia di culti e sensibilità diverse. E’ stato presentato questa mattina all’ex Discoteca di Stato di Via Caetani il progetto “Le vie del Giubileo” alla presenza – tra gli altri – del Ministro del MiBACT Dario Franceschini, di monsignor Andreatta, della Comunità Ebraica di Roma rappresentata da Giorgia Calò e di Yahya Pallavicini, Vice Presidente della Comunità Religiosa Islamica italiana.

“Il Santo Padre non ha dato molto tempo per organizzare ma il lavoro svolto sinora è stato perfetto – ha dichiarato il Ministro – Umberto Eco una volta mi disse: nel mondo ci sono i conflitti perché non si conoscono abbastanza le altre culture”.

 

Ma qual è la relazione tra il Giubileo e la cultura ebraica e islamica?

“Tre le prime definizioni per descrivere Dio, L’Islam utilizza il termine misericordioso, il tema scelto da Papa Francesco per il Giubileo Straordinario” ha raccontato Monsignor Andreatta che poi ha elogiato Dario Franceschini definendolo “un vero Ministro del turismo”. Il binomio musulmano-terrorista non piace al Monsignore, “come se durante gli anni di piombo tutti gli italiani venissero considerati terroristi”.

 

Le nuove rotte spirituali e turistiche faranno immergere il turista nelle bellezze culturali romane tramite percorsi a tema, tour musicali e un portale dedicato accessibile anche da smartphone. Tra le venti “vie del Giubileo” troviamo quella dedicata ai due Michelangelo, Buonarroti e Caravaggio, alla satira ai tempi del papato con le statue parlanti e la sezione dedicata alle religioni che hanno convissuto a Roma dal mondo antico a oggi. In quest’ultima sezione il progetto prevede un tour che collega la moschea di Portoghesi all’ex ghetto di Portico D’Ottavia, i bassorilievi mitraici delle Terme di Diocleziano con la sinagoga di Ostia Antica, il più antico luogo di culto ebraico del mondo occidentale. “Quest’iniziativa valorizza la cultura come strumento di lotta verso coloro che invece puntano alla sua distruzione” ha ammesso Pallavicini riferendosi allo Stato Islamico. Al termine dell’evento – davanti a un parterre gremito di fotografi e giornalisti – Dario Franceschini ha calato l’asso e ha svelato ilprogetto che ha in serbo con il suo dicastero per il 2016. “Quest’anno vorrei che si creassero venti percorsi alla scoperta delle periferie di Roma – ha concluso il ministro – dobbiamo valorizzarle per farne conoscere le bellezze a romani e turisti” (Giacomo Di Stefano)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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