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Il Papa ad Amatrice e ad Arquata sui luoghi del terremoto

“Vi sono vicino e prego per voi. Non sono venuto prima per non dare fastidio”

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di Redazione | 2016-11-26 4/10/2016 ore 11:25
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:38)

Dal profilo twitter di Greg Burke

Una visita in punta di piedi, inaspettata, per intralciare il meno possibile le operazioni di soccorso. Papa Francesco oggi è stato nelle terre devastate dal terremoto il 24 agosto, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, San Pellegrino di Norcia.
 

“Vi sono vicino e prego per voi”, ha detto Francesco appena arrivato in visita privata ad Amatrice per incontrare le persone colpite. Faccia a faccia con alunni ed insegnanti della scuola realizzata dalla Protezione civile del Trentino. Un saluti e un abbraccio con tanti, ascoltando le storie di chi ha perso tutto. Parole e sguardi che rimarranno per sempre nella storia di questa terra.
 

Poi, accompagnato dai Vigili del Fuoco, l’ ingresso nella zona rossa, camminando lungo Corso Umberto I tra le macerie: davanti cui si è fermato ha pregato, da solo e in silenzio. “Non sono venuto prima per non creare problemi tenuto conto delle vostre condizioni. Non volevo dare fastidio”, ha spiegato. Nemmeno il clero locale sapeva di questa sorpresa. Dal pontefice anche una preghiera per gli stessi Vigili del Fuoco, perché, ha detto, il “vostro è un lavoro doloroso”.
 

Dopo la benedizione ancora Francesco ha voluto pregare l’Ave Maria con le persone presenti: “Andiamo avanti, sempre c’e’ un futuro. Ci sono tanti cari che ci hanno lasciato, che sono caduti qui, sotto le macerie. Preghiamo la Madonna per loro, lo facciamo tutti insieme. Guardare sempre avanti. Avanti, coraggio, e aiutarsi gli uni gli altri. Si cammina meglio insieme, da soli non si va. Avanti! Grazie”.

 

Francesco poi è stato nella zona rossa di Accumoli, ad Arquata del Tronto, oltre ai borghi dove sono ancora molti dei terremotati. Il pranzo con i malati di una RSA nella zona di Rieti. Tra i doni offerti al pontefice anche una felpa estratta dalle macerie di Arquata.

 

Ultima tappa prima di rientrare a Roma, San Pellegrino di Norcia. Il vescovo mons. Renato Boccardo ci ha detto: “Il Papa ci ha portato la speranza, una visita tanto bella quanto improvvisa. Un esempio di vicinanza a chi soffre tanto”. (Alg)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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