Decisione unanime del tavolo tecnico dopo le verifiche su 36 alberi. Riapertura parziale da lunedì per cantieri Pnrr e pedoni
Ventiquattro salvi, dodici condannati. È il verdetto del tavolo tecnico che ha esaminato lo stato di salute dei pini ai Fori Imperiali dopo il crollo di gennaio. Sui 36 alberi già sottoposti a prove di trazione e analisi approfondite, la metà è stata ritenuta stabile o da verificare ulteriormente. L’altra metà dovrà essere abbattuta perché presenta un rischio di caduta troppo elevato per un’area così frequentata.
La decisione, assunta all’unanimità durante la riunione di oggi in Campidoglio, riguarda 10 pini sul lato sinistro della strada in direzione Colosseo e 2 sul lato destro. Gli altri 18 alberi dei 54 totali presenti nell’area – che comprende anche la zona antistante il Colosseo, Piazza dell’Ara Coeli e l’Arco di Costantino – saranno verificati nei prossimi giorni.
La particolare condizione dei pini dei Fori ha spinto il tavolo tecnico a innalzare il livello di sicurezza. Il coefficiente di rischio applicato alle prove di trazione è stato portato da 1,5 a 2, una misura che rende le verifiche ancora più rigorose.
Il motivo è chiaro: questi alberi hanno un’età estremamente avanzata, sono stati piantati in spazi ristretti su terreni di riporto – quindi non naturali – resi ancora più instabili da decenni di interventi umani e dagli eventi climatici estremi degli ultimi anni. Tutti fattori che mettono a rischio la stabilità degli apparati radicali.
Riapertura parziale da lunedì
L’obiettivo è consentire già da lunedì prossimo una riapertura parziale del transito ai lavoratori impegnati nei cantieri Pnrr e ai pedoni. Contestualmente, proseguiranno in sicurezza le prove sugli altri alberi del lato destro della via, per permettere ulteriori riaperture progressive durante la settimana.
Il principio applicato è quello della massima precauzione: si interviene solo sugli esemplari che presentano un rischio incompatibile con la sicurezza di cittadini, lavoratori e visitatori in una delle zone più frequentate di Roma.
I 12 pini rimossi non lasceranno vuoti. Saranno sostituiti con esemplari della stessa specie – Pinus pinea – di dimensioni ed età adeguate, secondo il protocollo elaborato dal Dipartimento Tutela Ambientale insieme al Crea, all’Orto Botanico della Sapienza e agli Ordini professionali di agronomi e agrotecnici.
Il protocollo prevede un’analisi preliminare approfondita delle condizioni del sottosuolo e la progettazione dei nuovi siti di impianto secondo criteri che tutelino al massimo alberi e apparati radicali. Non si tratta quindi di semplici sostituzioni, ma di reimpianti studiati per evitare che tra qualche decennio si ripresentino gli stessi problemi. La decisione è stata presa da un tavolo tecnico ampio e qualificato. Oltre all’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi e al Direttore Generale di Roma Capitale Albino Ruberti, hanno partecipato dirigenti del Dipartimento Tutela Ambientale, rappresentanti della Soprintendenza Speciale Archeologia, della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, del Parco Archeologico del Colosseo, del Comando regionale Carabinieri Forestali, del Crea, dell’Università La Sapienza, il Comandante della Polizia Locale e i rappresentanti degli Ordini professionali.
Una decisione unanime, motivata dalla necessità di garantire sicurezza in un’area che è simbolo di Roma nel mondo. I pini dei Fori sono parte integrante del paesaggio storico della città, ma quando la loro presenza diventa un rischio, la scelta diventa obbligata.