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Medicina sociale per donne italiane e immigrate in difficoltà

Progetto promosso dall'INMP per le fasce sociali più svantaggiate

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di Redazione | 2016-11-26 27/11/2015 ore 11:30
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:04)

L’INMP, Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà, diretto dalla Dr.ssa Concetta Mirisola, ha attivato un progetto di Medicina sociale per donne italiane e immigrate in difficoltà. Il progetto clinico si chiama “Valutazione clinica e socio-assistenziale dei dispositivi in ginecologia per la prevenzione dei sanguinamenti anomali uterini tra le donne italiane e straniere appartenenti alle fasce più deboli della popolazione” ed è sostenuto dal Ministero della Salute (Direzione Generale dei Dispositivi Medici, del Servizio Farmaceutico e della Sicurezza delle Cure), con lo scopo di accompagnare nella cura le donne italiane e straniere che soffrono di particolari disfunzioni ormonali che provocano meno-metrorragie.  

 

 

In linea con la mission istituzionale dell’INMP, ente pubblico, centro di riferimento della Rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio-sanitario legate alle popolazioni migranti e alla povertà, nonché centro per la mediazione transculturale in campo sanitario, all’interno del progetto diretto dal Dr. Gianfranco Costanzo, alle donne viene offerta gratuitamente l’opportunità di una visita ginecologica e, se necessario, dell’impianto di un dispositivo contraccettivo intrauterino medicato al progesterone, conosciuto più comunemente come ‘spirale’. La spirale medicata al progesterone è un sistema intrauterino di elevata efficacia anticoncezionale, e grazie all’ormone progestinico contenuto, è anche un’ottima terapia medica per le meno-metrorragie, ossia i flussi mestruali molto abbondanti. Il suo utilizzo, che in Italia è sensibilmente inferiore rispetto a quello degli altri stati europei e non, comporta un impatto positivo non solo sulla qualità di salute e di vita della paziente, ma anche sulla spesa sanitaria, in quanto altre terapie implicano ripetuti accertamenti, controlli clinici e di laboratorio.

 

 

Una storia clinica prolungata con anomalie del ciclo mestruale è la prima causa, infatti, di anemizzazione cronica nelle pazienti e costituisce il presupposto per terapie farmacologiche – non sempre risolutive – fino all’isterectomia, intervento chirurgico di asportazione dell’utero che comporta per la donna importanti ripercussioni organiche e psicologiche. Il progetto, con visite che si effettueranno fino a marzo 2016, è rivolto alle donne tra i 18 e i 49 anni sia italiane, con esenzione per reddito, che straniere con STP (tessera Straniero Temporaneamente Presente) o ENI (tessera Europeo Non Iscritto al Sistema Sanitario Nazionale). L’INMP, con i propri ambulatori specialistici, la presenza di mediatori transculturali e l’offerta di materiale informativo multilingue, mette a disposizione delle donne un percorso di ‘salute al femminile’, offrendo la possibilità di fare gratuitamente la visita ginecologica con anamnesi generale, un pap-test e un’ecografia pelvica allo scopo di poter usufruire della spirale medicata, di alto livello qualitativo, con successivi controlli medici a 3 e 6 mesi.

 

INFO

Per accedere al progetto ci si deve presentare, anche senza prenotazione, presso gli ambulatori dell’INMP – in via delle Fratte di Trastevere, 52 a Roma – il lunedì e il venerdì dalle 8:00 alle 12:00 e il mercoledì e il giovedì dalle 14:00 alle 17:00 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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