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ESTATE: come viverla al meglio – parte prima

Tra creme, otiti, passeggiate e meduse le giornate al mare

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di Redazione | 2016-11-26 11/08/2016 ore 9:01
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:32)

 

Dopo un anno di fatiche varie si parte. Eccolo il rito delle vacanze che coinvolge tutti.  Ormai per quasi il 70% degli italiani la meta obbligata è il MARE. E grazie a Dio lo “stivale” ha tanto di quel mare intorno che ce n’è per tutti!  Da ogni parte e da ogni media partono appelli e suggerimenti per i vacanzieri marittimi; noi non siamo da meno e “vi offriamo” il nostro decalogo ragionato (se si rivelasse ponderoso verrà diviso in 2 parti):

 

1) Prima di tutto determinare il fototipo della nostra pelle (sostanzialmente: ti scotti/non ti scotti) e scegliamo le creme giuste, meglio non usare i rimasugli dell’anno passato, fatto questo pensiamo ai problemi reali della nostra cute:

1a) NO al sole per cicatrici e macchie della pelle. In questi 2 casi si possono accentuare/creare spiacevoli discromie. Quindi protezione alta (50+) da riapplicare frequentemente;

1b) Iniziare l’esposizione con protezione 50 per poi scalare nel tempo. Se ti scotti nei primi giorni, la vacanza è rovinata e anche la tua pelle. In ogni caso MAI sotto ai raggi a cute nuda e tanto meno dopo il bagno o la doccia. E’ anche così che si secca e poi  si spella! Vale anche il consiglio (medico) di evitare le ore più calde.

 

2) IN ACQUA: un bel tuffo e una buona nuotata o una lunga passeggiata parzialmente immersi e ci si sente rinascere!  Vero, ma ricordiamo che il mare anche se trasparente e azzurro non è sterile e che contiene varie cariche batteriche. Quindi tuffatori, sub e nuotatori che passano molto tempo con la testa sott’acqua possono sviluppare un’otite di gravità variabile. E’ molto utile, prima della partenza, fare una visita dall’otorino che può valutare la salute del nostro orecchio, suggerire le strategie preventive migliori e indicare i farmaci da portare in vacanza. Il fai da te: cottonfioc, coni e i tappi in silicone possono essere controproducenti.

Ottima la camminata con l’acqua a metà polpaccio.  Il piede “affronta” nuove superfici, nuovi equilibri e ricorda i tempi lontani in cui era nudo.  I muscoli delle gambe vengono sollecitati e, se superano i dolorini classici dei primi giorni, ci ringraziarenno per tanto tempo. Chi sceglie coste poco sabbiose dovrà però affrontare il tormento dei ciotoli. Meglio, quindi,  munirsi delle classiche scarpette di gomma che evitano sofferenze e “brutti incontri”…

 

3) BRUTTI INCONTRI:

3a) senza incolpare la grande mareggiata sappiamo bene che sulle spiagge arrivano molti rifiuti o peggio, resti di rifiuti: scatolette, cocci di vetro, pezzi di conchiglia..Questi “avanzi” possono essere taglientissimi e provocare ferite difficili da guarire in breve tempo. L’acqua di mare pur essendo salata NON E’ un disinfettante su cui far affidamento. Quindi proteggere i piedi è risolutivo;

3b) per nuotatori, camminatori d’acqua, giocatori da battigia ecc l’incontro più temuto è quello con la MEDUSA.

La temperatura del mare aumenta costantemente e unita al moto ondoso “favorevole” spinge le “perfide gelatine” fina a riva.

Alcune sono innocue ma altre (con i filamenti) colpiscono pesantemente. Lo scontro con la medusa lascia un segno simile alla scottatura ed è molto doloroso.

Se siamo lontani dalla spiaggia dobbiamo stare tranquilli e puntare diritti alla terra ferma. Il male è tanto? Scegliamo di nuotare a dorso con il viso “fuori tiro”. Appena usciti: togliere i filamenti (non con le mani), NON STROFINARE, NON GRATTARE, per evitare di diffondere il veleno, poi sciacquare nell’acqua salata. Qualche esperto dice di immergere la parte colpita in acqua caldissima. Noi non abbiamo, ancora, provato!

Certo è che dobbiamo dimenticare tutto quello che pensavamo corretto: AMMONIACA, ACQUA OSSIGENATA, ACETO… Teniamo quindi sempre in borsa un gel a base di cloruro di alluminio da applicare senza frizioni energiche. Se la lesione è importante andiamo dal dermatologo.

In ogni caso NO al SOLE sull’ irritazione per qualche giorno. La zona, a questo punto, è delicatissima e resterebbe un brutto segno e un pessimo ricordo. (anna ricca)

  

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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