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Cardiologi Congresso ESC:nel 2020 pazienti raddoppiati

La salute del nostro cuore dopo il congresso di Roma

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di Redazione | 2016-11-26 31/08/2016 ore 18:26
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:34)

Si chiude oggi a Roma ESC il più grande congresso di cardiologia del mondo.  Circa 34.000 cardiologi da tutti i continenti. Una serie infinita di simposi, tavole rotonde, conferenze, dibattiti, presentazioni di ricerche originali, incontri e proposte di progetti di ricerca per più di 4 giorni ad elevata intensità.

 

A fine lavori cerchiamo di fare il punto su alcuni degli aspetti più significativi emersi dal simposio. Ci guida il prof. Gianfranco PARATI* che per Radiocolonna sintetizza i topics di maggior rilievo.

 

 

 

GP : Al Congresso ESC sono state presentate le nuove linee guida per scompenso cardiaco , fibrillazione atriale , dislipidemia, gestione di problemi cardiologici nel paziente oncologico, prevenzione cardiovascolare. E non solo.   Si è parlato davvero di tutte le malattie cardiologiche. Tra le tante notizie, sono state aggiornate le prospettive epidemiologiche per l’insufficienza cardiaca: la previsione è un aumento numerico della patologia da scompenso cardiaco. Si stima da oggi al 2020 un raddoppio del numero di pazienti anziani affetti da insufficienza cardiaca, a causa sia della maggiore aspettativa di vita, sia della maggiore frequenza di sopravvivenza in caso di eventi acuti grazie al miglioramento delle cure. Questo ovviamente pone il problema della necessità di un’assistenza sempre più radicata per questi soggetti.

 

RC: Professore si parla (sottovoce) di nuove farmaci e metodi di cura. Sta cambiando veramente qualcosa?

GP: Si sono discusse le nuove possibilità terapeutiche per chi soffre di ipercolesterolemia, utilizzando anticorpi monoclonali che inibiscono una proteina enzimatica (PSCK9) che interferisce con la rimozione del colesterolo dal sangue. In questo modo si ottiene una significativa riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue. La  terapia è per ora indicata  solo per forme familiari gravi e non altrimenti curabili di ipercolesterolemia.  Vi sono anche importanti novità per che soffre di scompenso cardiaco. Legate all’introduzione di un nuovissimo farmaco ( Entresto)  costituito dall’associazione di due potenti vasodilatatori, l’antagonista dei recettori dell’angiotensina II Valsartan e il Sacubitril, inibitore della neprilisina, una endopeptidasi che degrada alcuni peptidi vasoattivi endogeni, aumentando così i livelli plasmatici dei peptidi vasoattivi e quindi compensando l’iperattivazione neuro-ormonale tipica dello scompenso cardiaco. I risultati dello studio PARAGON hanno mostrato effetti molto significativi nei pazienti con scompenso cardiaco a funzione sistolica ridotta.

 

RC: Lo stile di vita è sempre in primo piano come fattore di prevenzione?

GP: E’ stato sottolineata ancora (e fortemente)l’importanza della attività fisica regolare: uno studio su decine di migliaia di soggetti ha dimostrato un effetto positivo del jogging sulla mortalità cardiovascolare: i benefici erano simili in quelli che si esercitavano moderatamente e in quelli che effettuavano una attività più intensa.

 

RC: Professore in Italia i livelli di cura e di informazione al paziente sono soddisfacenti? Possiamo pensare di vivere in un paese con centri di vera eccellenza o dobbiamo migrare per  essere curati?    

GP: Si è parlato molto della gestione dell’ipertensione arteriosa e l’Italia è stata definita una vera eccellenza mondiale nell’approccio e nella cura di questa condizione patologica. Da numerosi studi è emersa la necessità di valutare non solo la pressione arteriosa misurata dal medico ma anche quella auto misurata a casa dal paziente e le registrazioni di pressione effettuate in condizioni dinamiche nelle 24 ore. Questo approccio più completo consente di controllare l’ipertensione su tutte le 24 ore riducendo il rischi di complicanze come ictus, scompenso cardiaco, infarto miocardico e insufficienza renale.** 

  

** Nel campo della gestione del paziente con ipertensione arteriosa, il  prof. Parati ha presentato una recente applicazione per telefonini (smartphone) e tablet realizzata a nome della Società Italiana e di quella Europea dell’Ipertensione Arteriosa. Questo strumento consente di fornire informazioni preziose su cosa significhi ipertensione arteriosa, su come prevenirla, come curarla e come evitare le complicanze più gravi. Consente inoltre di facilitare la comunicazione tra medico e paziente offrendo la possibilità di uno scambio continuo di informazioni tra di loro. Offre infine informazioni sui centri di ipertensione  localizzati in tutta Europa e permette di raccogliere dati in modo anonimo per conoscere meglio la situazione di rischio cardiovascolare a livello di popolazione generale. Una applicazione i cui contenuti sono scientificamente sicuri, validata da esperti di Società Scientifiche a differenza di altre applicazioni “giocattolo” create per il fitness e non per la gestione della salute. (anna ricca)

 

 

 

 

 

* Prof. Gianfranco Parati

Professore di Malattie Cardiovascolari all’Università di Milano-Bicocca

Direttore del Dipartimento di Cardiologia, Ospedale S.Luca, Istituto Auxologico Italiano di Milano

Presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa.

gianfranco.parati@unimib.t          02.619112949  

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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