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Zingaretti impone l’obbligo di vaccinazione

A Prati Fiscali è allarme per la scabbia in un asilo

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di Redazione | 2016-11-26 24/11/2016 ore 11:30
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:44)

Due tematiche apparentemente molto distanti che però devono necessariamente essere considerate come appartenenti allo stesso gruppo: da un lato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha dichiarato di voler approvare una legge – come già avvenuto in Emilia Romagna – che obbliga i bambini a essere vaccinati per poter essere ammessi all’asilo nido; dall’altro un asilo di Prati Fiscali, la materna Val Di Lanzo, in cui si è presentato un caso di scabbia.

 

Partiamo da Zingaretti: il governatore ha dichiarato che vuole rendere obbligatorie le vaccinazioni “per combattere la diffusione di malattie pericolose e tutelare la salute dei più piccoli. Un passo avanti di civiltà anche nel Lazio”. Il vaccino sarà antipolio, antidifterica, antitetanica e antiepatite B. Il Movimento 5 Stelle si è detto favorevole in linea di principio, ma contrario a rendere obbligatoria la somministrazione di un vaccino. Il Codacons ha rincarato la dose: si tratterebbe di una “legge inapplicabile e incostituzionale”.

 

All’asilo di Prati Fiscali, invece, il passaparola tra i genitori è già iniziato, nonostante le rassicurazioni dell’assessore alla Scuola Laura Baldassarre, che ha annunciato che “l’ufficio tecnico del Municipio ha immediatamente attivato la richiesta per la disinfezione dei locali scolastici, sia della scuola dell’infanzia, sia della confinante scuola elementare”. Tutto a posto, quindi. Ma la paura e l’allerta rimangono alte.

 

Infine, un ultimo tema che riguarda la salute è quello del grido di aiuto della Croce Rossa romana, che ha accusato il Comune di aver lasciato sola l’istituzione. Il 31 dicembre, infatti, scadrà il protocollo d’intesa tra Campidoglio e CRI che ha permesso l’apertura del centro in via del Frantoio, l’unico punto di riferimento “ufficiale” in città per i migranti “transitanti”, che vorrebbero lasciare anche l’Italia. Ad oggi, a meno di 40 giorni dalla scadenza dell’accordo, non si hanno ancora informazioni relativamente alla permanenza – o meno – del centro. Le tensioni in città, come nel caso di Via della Cupa, sono già alte. La sindaca Raggi aveva promesso di risolvere la situazione, ma ad oggi, dal Campidoglio, tutto tace.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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