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Influenza, maxi affollamento in pronto soccorso della Capitale

In quelli maggiori su mille pazienti “un terzo é in attesa posto letto, e non siamo in pieno picco”. A segnalarlo è il sindacato NurSind che “denuncia la situazione di estremo disagio” nelle ‘E.R.’ di Roma e provincia

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di G.I. | 2018-01-4 4/01/2018 ore 9:00

Pronto soccorso superaffollati nella Capitale. A segnalarlo è il sindacato NurSind che “denuncia la
situazione di estremo disagio” nelle ‘E.R.’ di Roma e provincia. “E consideriamo anche il fatto che ancora non siamo in pieno picco influenzale”, precisa il segretario provinciale Stefano Barone che
chiede “un intervento della Regione Lazio con dei provvedimenti d’urgenza che evitino il black-out definitivo dell’emergenza sanitaria” in questo territorio “e un incontro con le forze politiche
regionali per discutere delle criticità legate all’emergenza/urgenza nella nostra provincia”.
Nella giornata di ieri (2 gennaio, ndr), riferisce il Nursind in una nota, “alle 16.45 (dati Regione Lazio) sono state segnalate in molti Dea di I° e II° livello situazioni di grave difficoltà nella gestione dei pazienti. Si sono avute nella Capitale punte di 144 pazienti al Policlinico Casilino, di cui 40 in attesa di ricovero, 124 pazienti al Policlinico Umberto I di cui 49 in attesa di ricovero, 121 a Tor Vergata di cui 12 in attesa di ricovero, 159 al Gemelli di cui 27 in attesa di ricovero, 101 al San Camillo-Forlanini con 50 in attesa di ricovero, 98 al Sant’Andrea con 20 utenti in attesa di ricovero, al Sant’Eugenio 101
con 33 in attesa di ricovero, 110 al Pertini con 46 pazienti in attesa di posti letto. In sintesi nei maggiori Ps della Capitale c’erano circa 1000 pazienti di cui 1/3 in attesa di posto letto”.
Questa situazione, incalza Barone, “ricade anche sulle spalle della collettività, in quanto comporta irrimediabilmente automezzi Ares fermi sui piazzali in attesa delle barelle occupate dai pazienti. Ogni
anno salta fuori in determinati periodi l’annoso e cronico problema dell’affollamento dei pronto soccorso. Ma è possibile che a livello Regionale (e ancor peggio a livello ospedaliero) ancora non riusciamo a gestire e risolvere queste situazioni?”, si chiede il sindacato. “È vera emergenza o solo una ‘mala gestio’ dei dirigenti preposti, nel trovare soluzioni efficaci e durature?”.

I maxi affollamenti nei locali del pronto soccorso, “che sono divenuti nei numeri a tutti gli effetti dei veri e propri reparti di degenza – osserva Barone – a loro volta procurano come un ‘effetto domino’, un aggravio di lavoro per il personale infermieristico e medico che deve alternarsi tra i nuovi arrivi e i
pazienti in attesa di posto letto con tutte quelle situazioni di promiscuità e di assistenza precaria figli di questa disorganizzazione”.

“La carenza ormai cronica di personale infermieristico – attacca l’esponente del Nursind – determina ogni giorno condizioni di lavoro e di sicurezza molto disagiate (a volte addirittura troviamo numeri di
infermieri inferiore ai parametri previsti dalle Dotazioni Organiche), tali da non rispondere in maniera efficiente alla domanda dei cittadini. Ci dicono dalle Direzioni che in realtà il problema critico è quello dei pochi posti letto nei reparti, così chi deve essere ricoverato ed è già stato visitato dai colleghi del Dea rimane in attesa di un letto che non c’è. Si stima che il 40-50% del personale viene distratto dalle mansioni delle emergenze effettive per dare assistenza ai pazienti in attesa di ricovero sulle barelle. Ma cosa si fa nelle strutture per evitare questo? A noi pare molto poco”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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