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Nessuno tocchi l’insegnante!

I docenti sono un elemento fondante della nostra società perché formano ed educano i cittadini di domani. Dobbiamo iniziare a difenderli, altro che picchiarli

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di Michele La Porta | 2018-03-23 23/03/2018 ore 16:39

Ogni  mattina, in Italia, un insegnante si sveglia e sa che dovrà correre più in fretta di un suo alunno o del genitore di quest’ultimo, altrimenti verrà picchiato. I casi di aggressione ai docenti sono innumerevoli. Ogni giorno le cronache ne riportano uno ed è diventato un fenomeno intollerabile. E’ capitato anche l’inverso, sia chiaro, ed è altrettanto ingiustificabile. In quel caso, però, la sollevazione e l’indignazione è stata popolare. Unanime. C’è una proposta di legge che vorrebbe sottoporre gli insegnati al superamento di un test psicologico. Un’idea condivisibile anche se non si comprende perché, qualsiasi altro dipendente statale che interagisce con il pubblico, non debba essere sottoposto al medesimo trattamento. Qualcun altro, invece, vorrebbe dotare ogni aula scolastica di una telecamera. E questa, forse, è l’idea che accontenterebbe tutti, soprattutto il corpo docente. Perché, finalmente, i genitori comprenderebbero quanto siano poco educati i propri figli.

Avete mai immaginato quanto possano essere indisciplinati trenta ragazzotti fra i 14 e i 17 anni? Avete mai provato a ipotizzare quanto possano essere poco gestibili i bambini delle elementari o delle scuole medie? Siete proprio sicuri di voler valutare il senso civico e l’educazione dei vostri figli? Perché quel giovinetto così giudizioso in casa, magari quando è in classe, si può trasformare in un piccolo e irrispettoso Attila. Non so quanto vi convenga prenderne atto. Allora facciamo un passo indietro. Smettiamola di giustificarli in ogni circostanza. Proviamo, invece, a difendere gli insegnanti perché sono un architrave della nostra società. Un tempo i docenti erano un elemento fondante della comunità, ne è fermamente convinto il giornalista di Rai Uno Franco Di Mare.

“Una società che aspirava a crescere doveva investire nel suo sistema educativo. La scuola pubblica italiana era, e  per tanti aspetti rimane, una delle migliori del mondo ma il peso specifico degli insegnanti è andato via via perdendosi. C’è in atto una delegittimazione del corpo docente. Ma soprattutto, se io prendevo un brutto voto o se venivo rimproverato dai miei insegnanti la mia paura era comunicarlo a casa perché ai rimproveri scolastici si sarebbero aggiunti quelli paterni. Era giusto, era normale che fosse così. I presìdi educativi della vita dei giovani sono due: quello della famiglia e quello della scuola. In un mondo virtuoso, questi due sistemi collaborano tra di loro, si parlano e interagiscono perché tutti e due concorrono a un unico progetto: contribuire alla crescita armonica dell’individuo e farlo diventare un cittadino migliore”.

Quindi, la prossima volta che andrete a scuola pronti a rivendicare, con le mani, chissà quale ingiustizia subita o la prossima volta che uno dei vostri ragazzi avrà aggredito un professore, chiedetevi se siete dei buoni genitori.
E, nel caso, mettetevi le orecchie d’asino e un bel due, in pagella.

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Ho esperienze multidisciplinari in ambito editoriale, televisivo e radiofonico. Ho lavorato, fra gli altri, con l’Ufficio Stampa e della comunicazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Ufficio Stampa dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la Maurizio Costanzo Comunicazione e il quotidiano Il Tempo.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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