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Vaccini: forse che si, forse che no

Per questa Italia il decreto 1000 proroghe non basterà mai. Uno da 100.000 o da 1mln, sarebbe ancora meglio. L’elastico della legge sui vaccini è un chiaro esempio

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2018-08-6 6/08/2018 ore 15:41

L’obbligo alle vaccinazioni, che pareva inderogabile, sembra prendersi un anno sabbatico. Slitta, scivola e tra mille contestazioni e brutte figure, probabilmente diventerà davvero tassativo nell’anno scolastico 2019/2020, con l’esclusione da nidi e materne dei bambini non in regola con le vaccinazioni.

La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato due emendamenti a firma “Giallo/Verde” all’articolo 6 del decreto “proroghe”, mandando all’aria quanto previsto dall’art. 3 della Legge Lorenzin.

Quindi un anno fa, in Italia, si assiste al ripristino delle vaccinazioni obbligatorie e un anno dopo il Senato dice praticamente: “abbiamo scherzato”. Questo è il gran daffare delle nostre istituzioni: fare e disfare. Pro Vax contro No Vax, manifestazioni e contro manifestazioni, maratone TV e Radio, un mare di inchiostro e carta per cosa? Niente.

Il Prof. Burioni ormai deve essere stremato e molto “alterato” per aver gettato tanto tempo e sapere alle ortiche. Vide giusto il grande medico, quando sollecitato a scendere in politica, decise di chiamarsi fuori. Bravissimo! Mille volte meglio continuare a studiare e a curare che essere correo in questa dannosissima buffonata. E si, perché questo volta faccia, se da un lato promuove i No Vax dall’altra, si accolla la responsabilità della salute di migliaia di piccole (e grandi) vite.

Non son bastati i morti di pertosse, di morbillo, tetano, né le aule vuote causa influenza; sembra essere caduto nel vuoto anche il concetto “di immunità di gregge” e perduto quel piccolo art. 32 della nostra Costituzione (tanto la legge solo Benigni..) che dice “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Di fronte a tanto pilatesco sgravio di doveri restiamo ammutoliti e disorientati. A questi nostri governanti, della salute dell’Italica gente, evidentemente, gliene fa un baffo! Vero è che né SalviniDi Maio sono troppo “studiati” soprattutto in scienze mediche. Ma i loro consulenti e i deputati e i vari tentacoli Rousseau…?

Così, il dr. Giorgio Trizzino, senatore M5s e direttore sanitario ed Elena Fattori, biologa, prendono le distanze dalle scelte “politiche” del Movimento e difendono chiaramente la necessità scientifica/pubblica dell’obbligo vaccinale.

Parte, per il Governo il plauso dei No Vax e partono contemporaneamente le accuse di “servi delle case farmaceutiche” verso quella parte di mondo intelligente che, con cognizione di causa, ha cara la salute dei propri figli. Lo dimostra la zuffa di qualche giorno fa suscitata, involontariamente, da Ivan Zaytsev (lo zar della pallavolo) che ha postato la foto della sua bambina allegra dopo una vaccinazione. Da lì è partito il solito ed UNICO slogan trito e ritrito che il popolo anti prevenzione si è imposto come credo. Ma non finisce qui, perché molte  regioni ed altre istituzioni hanno deciso di chiedere l’intervento della Consulta per definire la dannosa bagarre. Se la posizione Giallo/Verde dovesse dimostrarsi inamovibile non ci resta che immaginare un anno scolastico (e non solo questo prossimo) febbricitante e tossicchiante e veramente “gratificante” per le case farmaceutiche.

Ma, come sempre, anche questa proroga ancora non si sa come finirà e se, viste le ferie incombenti, gli organi preposti faranno mai in tempo ad esaminarla e ratificarla. Allora si dovrebbe tornare alla legge Lorenzin. Ma…forse…magari…

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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